21/10/2019 ore 14:34
Terni: si fingevano poveri per intascare l'assegno sociale, la Finanza denuncia cinque ultrasessantenni
Avevano dichiarato di risiedere in provincia di Terni, ma non era vero. La "bugia" gli serviva per percepire (indebitamente) l’assegno sociale. A smascherare i cinque individui sono stati gli agenti della Compagnia della Guardia di Finanza di Terni nell’ambito di un'indagine coordinata dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della GdF in collaborazione con l’Inps. Si tratta di cinque cittadini stranieri, falsamente residenti nella provincia ternana, i quali percepivano indebitamente l’assegno sociale per un danno accertato ammontante complessivamente a circa 50.000 euro. L’assegno sociale č uno strumento assistenziale, del valore massimo di circa 600 euro mensili, il quale viene corrisposto ai cittadini italiani e stranieri stabilmente residenti Italia, con piů di 65 anni di etŕ ed in particolari situazioni di disagio economico. I beneficiari sono obbligati dalla normativa vigente a comunicare eventuali assenze continuative dal territorio nazionale superiori a 30 giorni, ai fini della sospensione temporanea dell’erogazione. L’operazione ha preso le mosse dall’analisi dei dati relativi ai fruitori del beneficio, messi a disposizione dall’Inps e posti a sistema con le banche dati ed altre attivitŕ di polizia svolte sul territorio, fino al materiale avvio delle ispezioni, eseguite nei comuni di Terni, Montecastrilli, Avigliano Umbro ed Attigliano, con il necessario supporto, in loco, dei funzionari dell’Ente previdenziale. Al termine delle indagini sono stati individuati 5 soggetti che percepivano il trattamento assistenziale mediante accredito in conto corrente senza averne il diritto in quanto ritornati definitivamente nei loro paesi di origine o risultati, sin dall’inizio, solo fittiziamente residenti nel territorio nazionale, come nel caso di un cittadino libanese, o residenti in Italia solo per brevi periodi, come nel caso di una coppia di pensionati uruguaiani ultra settantenni, che trascorrevano i 6 mesi di caldo in Italia per poi migrare con il primo freddo nelle assolate spiagge del Sud America. Gli illeciti percettori sono stati segnalati all’Autoritŕ Giudiziaria in ordine al reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ed all’Inps, Ente che ha provveduto all’immediata sospensione dell’erogazione del beneficio con contestuale avvio delle procedure per il recupero di quanto indebitamente percepito.
11/11/2014 ore 11:25
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