21/10/2019 ore 15:36
Terni: manca la corrente in un deposito di prodotti surgelati, la Forestale sequestra 8 tonnellate di merce
Otto tonnellate di prodotti alimentari congelati sono stati posti sotto sequestro dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Terni. Gli uomini in divisa verde sono intervenuti presso un’azienda di alimenti surgelati che ha sede nel comune di Terni. Essa tratta la vendita di prodotti ittici, carne e verdure e fornirebbe numerosi ristoranti e mense pubbliche e private. Nel corso dei controlli gli agenti avrebbero accertato che all’interno di una grossa cella frigorifera di circa 200 mq., dove erano depositati prodotti alimentari surgelati quali carne, pesce, verdure, pasta, gelati, pane ed altro, c'erano delle pozze d’acqua sul pavimento. L'acqua, stando a quanto riferisocno dal comando provinciale del CfS, sgocciolava dal soffitto, in quanto ci sarebbe stato un processo di scongelamento in corso. Gli agenti avrebbero constato infatti che l’energia elettrica che alimentava la cella frigorifera era disattivata da circa due giorni. Questo aveva dato luogo ad un'interruzione della catena del freddo e quindi allo scongelamento che ha compromesso la genuinità e la salubrità dei prodotti alimentari surgelati. Il personale forestale ha provveduto a mettere sotto sequestro tutti i prodotti surgelati contenuti all’interno della cella frigorifera, per un quantitativo stimato in circa otto tonnellate, per impedire che gli stessi potessero essere messi in commercio con potenziale e serio pericolo per i consumatori. E’ stato richiesto l’intervento di funzionari dell’ U.O. Igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Asl di Terni che hanno intimato al responsabili dell’azienda di procedere allo smaltimento dei rifiuti alimentari tramite una ditta autorizzata. Gli accertamenti, ancora in corso, avrebbero altresì dimostrato che all’interno della cella erano presenti anche dei prodotti scaduti, alcuni sembra da molto tempo. Oltre al sequestro ed alla distruzione degli alimenti, tali fatti configurerebbero diverse violazioni alle disposizioni riguardanti il cosidetto "pacchetto igiene di cui al Reg. CE 852/2004" ed alle varie disposizioni regionali che comportano sanzioni amministrative per un ammontare complessivo che va dai 2.500 ai 15mila euro.
(Nella foto parte della merce posta sotto sequestro ed avviata alla distruzione)
4/11/2014 ore 13:00
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