15/11/2019 ore 09:44
Terni: commercialista nei guai per questioni di riciclaggio, la Finanza parla di 10 milioni di euro
Utilizzo di denaro contante e operazioni frazionate per un importo complessivo superiore ai 10 milioni di euro. Questi gli addebiti fatti dalla Guardia di Finanza ad un professionista ternano il quale non avrebbe osservato i più elementari obblighi imposti dalla legge sull'antiriciclaggio. In particolare quelli della registrazione e della adeguata verifica della clientela nonché l’invio della segnalazione di operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.) della Banca d’Italia. L'operazione è stata eseguita dai militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza i quali, nel corso di una verifica fiscale condotta nei confronti di una società ternana operante nel settore dei trasporti, hanno contestato oltre a rilevanti violazioni fiscali anche "una celata ed anomala operatività, connessa ad un utilizzo per così dire disinvolto di denaro contante, ovvero al frazionamento di operazioni commerciali di rilevanti importi, in buona parte riconducibili ad un vorticoso giro di false fatturazioni". Scattava così il controllo antiriciclaggio nei confronti del commercialista ternano, nel corso del quale emergevano tutta una serie di operazioni economico-commerciali sospette riconducibili non solo alla società verificata, ma anche ad altre attività, "per una cifra totale - dicono dal comando provinciale della GdF - di oltre 10.000.000 di euro". Sempre secondo la Finanza, "si trattava di operazioni che venivano poste in essere con il benestare del professionista e che probabilmente lo hanno reso noto nell’ambiente. A rivolgersi a lui, infatti, anche sarebbero state tre società cooperative con sede a Roma e Milano e due ditte individuali con sede a Pavia tutte operanti nel settore dei trasporti. Grazie alla 'consulenza' del professionista passavano per buone operazioni che prevedevano un consistente e disinvolto utilizzo di denaro contante, operazioni vietate, frazionate e comunque sproporzionate rispetto al profilo economico delle società coinvolte in palese contrasto sia con le norme previste dalla vigente legislazione antiriciclaggio di cui al D. Lgs n.231/2007 e per le quali sono stati emanati, adottati e periodicamente aggiornati su proposta dell’U.I.F. dal Ministero della Giustizia degli indici di anomalia proprio per valutare procedure commerciali sospette". Il professionista in questione è stato segnalato all’Autorità Giudiziaria per aver violato gli obblighi di registrazione sul prescritto registro antiriciclaggio e dovrà ora attendere dal Ministero dell’Economia l’irrogazione delle relative sanzioni amministrative con importi che potrebbero raggiungere il 40% dell’importo totale delle operazioni non segnalate.
19/6/2014 ore 13:00
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