14/12/2019 ore 22:29
Terni: ultima seduta del consiglio provinciale, tutti hanno criticato la scelta del Governo di trasformare questi enti
Si è svolta l’ultima seduta del Consiglio provinciale di Terni eletto direttamente dai cittadini. Molti i consiglieri che hanno preso la parola criticando la riforma delle Province che taglia organi elettivi ma non risolve il problema dei servizi al cittadino e del coordinamento territoriale ed anzi crea nuove criticità nel rapporto con il territorio. In particolare con i piccoli Comuni, generando incertezze per il futuro sia per il ruolo e le funzioni che avrà la nuova Provincia che per i dipendenti dell’ente. In apertura di seduta il presidente della Provincia Feliciano Polli ha parlato di scelte non giuste e non lungimiranti. “La storia di questa Provincia – ha affermato – dopo 87 anni viene drasticamente trasformata con una nuova governance di secondo livello meno democratica e fatta di nominati”. Io e gli assessori – ha ribadito il presidente – proseguiamo il nostro impegno per non interrompere alcun servizio ai cittadini e per assicurare continuità nel futuro. Il supporto alla città al territorio provinciale da parte dell’ente non deve essere ridimensionato da un organo di secondo livello”. Il presidente ha poi ringraziato ed elogiato il personale “che – ha affermato - ha garantito sempre impegno e professionalità”. Il presidente del Consiglio Andrea Maurelli ha dato un saluto ed ha ringraziato per “questa storia lunga cinque anni – ha dichiarato – che ci ha dato la possibilità di lavorare per una comunità intera. La Provincia cambia forma ma i suoi servizi ed il suo ruolo dovranno continuare ad essere tali anche per il futuro”. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Cerquaglia (Psi) secondo il quale la seduta doveva essere più istituzionale con l’invito dei rappresentanti politici, economici, sociali ed istituzionali del territorio, Buconi (gruppo Misto) che ha sostenuto “la singolarità del fatto che un governo non elettivo sopprime un organo elettivo”, Montagnoli (Pd) che ha espresso preoccupazione per la rappresentatività del territorio nel futuro, Beltrame (Fdi) secondo la quale “la seduta avrebbe dovuto avere un profilo più alto e si sarebbe dovuta svolgere dopo i ballottaggi”, Abbate (Fi) che ha definito la legge Delrio caotica e demagogica. “Si è dato in pasto all’opinione pubblica una riforma spot che rischia adesso di ripercuotersi sui cittadini”. Infine Masciarri (Fi) ha sottolineato l’impegno del “centrodestra in questi anni per sostenere i territori e i piccoli Comuni”. Su proposta di Buconi il Consiglio ha anche osservato un minuto di silenzio per la seconda ricorrenza del terremoto dell’Emilia Romagna.
30/5/2014 ore 5:02
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