15/07/2019 ore 21:59
Baby squillo, i carabinieri non hanno dubbi: era la 27enne rumena a "coordinare" le minorenni
Nel corso delle prime ore della mattinata odierna i carabinieri del Nucleo Investigativo di Terni, hanno dato esecuzione ad un’ulteriore misura cautelare in carcere emessa dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Perugia su richiesta del P.M. G. Petrazzini, nei confronti di una 27enne rumena 27 enne residente a Terni. La donna è ritenuta responsabile di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile di cui all’art. 600 bis del Codice Penale, nonché di sfruttamento della prostituzione in violazione della legge 20.02.1958, nr. 75. "Il brillante risultato conseguito – afferma il Colonello Felli, comandante provinciale dei carabinieri di Terni che ha coordinato l’operazione – ha permesso di assicurare alla giustizia una donna senza scrupoli che non ha esitato ad indurre alla prostituzione anche ragazze minorenni, pur di ottenere elevati profitti economici". L’arresto della rumena rappresenta l’ulteriore sviluppo dell’indagine culminata il 30 aprile scorso con l’emissione di una misura cautelare nei confronti di 7 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di induzione e favoreggiamento della prostituzione in danno di alcune studentesse minorenni residenti nel capoluogo ternano. "Le indagini, particolarmente complesse - si legge in un comunicato dell'Arma -, hanno permesso di acclarare che la donna, anch’essa dedita al meretricio, era stata colei che, previo pagamento di parte del compenso pattuito, aveva presentato le ragazze minorenni ai due soggetti di Spoleto, tratti in arresto il 30 aprile, inducendole ad avere rapporti sessuali a pagamento con loro. Nel corso delle indagini si è appurato inoltre che la giovane donna, molto avvenente ed esperta, aveva un giro di affari talmente vasto (che interessava anche Perugia Rieti e l’hinterland romano) da non riuscire a soddisfare tutte le richieste da parte della clientela. Aveva quindi escogitato il sistema di proporre ai suoi clienti altre ragazze più giovani ed altrettanto attraenti. Ovviamente - continua la nota dell'Arma -per ogni nuova ragazza che veniva inserita nel suo 'giro di clientela' percepiva una parte del compenso aumentando così esponenzialmente i suoi guadagni. In alcuni casi le accompagnava personalmente dai clienti, in altre circostanze le ospitava nella propria abitazione ove le stesse avevano la possibilità di ricevere i clenti, oppure costituiva il collegamento tra il cliente e le ragazze che gestiva". La donna dopo le formalità di rito, così come disposto dal Gip del Tribunale di Perugia Claudiani, è stata associata presso la locale casa circondariale.
17/5/2014 ore 13:17
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