20/11/2019 ore 13:07
Infanzia: creata in Umbria una rete di servizi e di interventi per l’educazione e il benessere dei minori
In Umbria, a garantire l’educazione e il benessere delle giovani generazioni, dalla prima infanzia all’adolescenza, è stata creata una rete estesa di servizi, C’è un impegno costante che si traduce in azioni e interventi diffusi su tutto il territorio regionale, per dare risposte alle esigenze di bambini e ragazzi e delle loro famiglie. Un’attenzione e un impegno che sono stati rafforzati dalla nomina del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. Lo ricorda la rappresentante della Vicepresidenza della Regione Umbria, intervenendo in merito ai risultati del rapporto “La lampada di Aladino” realizzato dall’associazione “Save the children” che, prendendo in considerazione 14 indicatori riguardanti l’offerta educativa e la fruizione di attività ricreative e culturali, ha posto al settimo posto nella classifica delle regioni dalla più alla meno “povera” in campo educativo. Per quanto riguarda gli asili nido, sottolinea la rappresentante regionale prendendo in esame alcuni degli indicatori, il Rapporto tiene in considerazione solo i servizi pubblici (dati Istat) e assegna perciò all’Umbria, dove abbiamo incentivato un sistema integrato fra pubblico e privato, un livello di copertura inferiore al 33 per cento fissato dagli obiettivi di Lisbona per la fascia d’età da 0 a 36 mesi, che invece è stato di gran lunga superato. I dati del Sistema regionale dei servizi autorizzati al funzionamento, che raccoglie dai Comuni tutte le informazioni sui servizi socioeducativi autorizzati ad accogliere bambini nella fascia di età interessata, segnalano che al dicembre 2013 i posti disponibili nel sistema integrato dei servizi socio-educativi per la prima infanzia nella nostra regione è pari a 8.697 posti, a fronte di una popolazione di 22.822 bambini tra 0 e 36 mesi, che indica pertanto una copertura, come disponibilità di posti, pari al 38 per cento. L’investimento e il sostegno della Regione in questi anni su questo versante è stato ingente. "L’Umbria - ricorda la rappresentante regionale -, fin dal 2007 ha provveduto a sostenere finanziariamente tutti i servizi, sia comunali che privati e h offerto agli educatori ed ai coordinatori pedagogici percorsi di formazione di qualità e continuativi nel tempo. Inoltre, ha aiutato le famiglie con un bando per sostenere il pagamento delle rette. Vi partecipano, mediamente 1500 famiglie all’anno; per quest’anno, dato il periodo di crisi, l’importo del contributo è stato innalzato a 500 euro. Sono stati trasferiti alle Zone sociali 3 milioni 140mila euro per interventi che rientrano nell’area dei diritti dei minori e delle responsabilità familiari, altri 50mila euro sono stati dedicati alla formazione degli operatori dei servizi socio educativi per la prima infanzia. Sono stati attivati numerosi interventi per sensibilizzare sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sulla tutela dei minori, sul tema della violenza. A questo proposito, per la rappresentante regionale, è particolarmente significativo il progetto “P.I.U.M.A”, volto al contrasto dei fenomeni di maltrattamento e abuso sui minori, con un lavoro sinergico e integrato fra le varie istituzioni competenti attraverso l’attivazione di una nuova modalità organizzativa individuata nella “unità competente multidisciplinare” a valenza territoriale. Un progetto unico nel suo genere, con la creazione di due nuovi spazi protetti e l’attuazione di percorsi formativi destinati a potenziare sensibilità, conoscenze e competenze. Un altro fronte di intervento per il benessere e l’educazione delle giovani generazioni attivato dalla Regione riguarda la prevenzione del disagio giovanile, “Cosa (non) ci vogliono dire: mondo giovanile e nuovi linguaggi”, perché – aggiunge la rappresentante della Vicepresidenza della Regione – una comunità educativa non può esimersi dal compito di comprendere il grande mutamento nel modo di sentire e di esprimersi dei ragazzi. Altro dato che va sottolineato rispetto alla capacità di risposta del sistema pubblico ai bisogni essenziali dei minori, se è vero che la povertà educativa si misura anche in termini di dispersione scolastica, è il primato dell’Umbria (12 per cento rispetto all’obiettivo del 10) tra le regioni in termini di minor tasso di dispersione scolastica. Visto anche che la nostra è una delle regioni con la più alta incidenza di popolazione scolastica proveniente da Paesi esteri, conferma l’appropriatezza delle scelte operate dalla Regione in materia di istruzione, con un consistente impegno di risorse che ogni anno viene stanziato a tale scopo e che ammontano ad oltre 5 milioni di euro. L’impegno della Regione e degli enti locali per l’istruzione e la formazione è continuo e i servizi educativi dell’Umbria, pubblici e privati, pur nelle difficoltà finanziarie attuali, rileva la rappresentante della Vicepresidenza, hanno una qualità che anche a livello nazionale viene riconosciuta. Occorre tenere presente un contesto generale nel quale l’azione pubblica regionale è fortemente condizionata a causa del drastico ridimensionamento delle risorse negli ultimi anni. In ogni caso l’Umbria, conclude la rappresentante della Vicepresidenza della Regione, nel quadro della programmazione comunitaria 2014 – 2020 realizzerà uno sforzo particolare sul tema dell’istruzione con attenzione particolare all’infanzia concentrandovi il 20% delle risorse del Fondo Sociale Europeo in coerenza anche con i programmi operativi nazionali, per rafforzare le politiche pubbliche regionali in questo settore che rappresenta un “driver” fondamentale per lo sviluppo e la coesione sociale del territorio".
14/5/2014 ore 18:15
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