21/11/2019 ore 21:54
Terni: scoperto dalla Finanza un imprenditore che ha evaso il Fisco per diversi milioni
False fatturazioni, evasione fiscale e distruzione di documenti contabili. Un imprenditore ternano, operante nel settore della carpenteria, dovrà rispondere di queste accuse che gli sono state mosse dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni. Stando a quanto riferisce la Guardia di Finanza, l'imprenditore per ogni cessione di beni emetteva regolare fattura che consegnava al clienti con importi piuttosto consistenti. Subito dopo emetteva un duplicato dello stesso documento, con stesso numero progressivo e stessa data, ma con un importo decisamente più basso e con un destinatario diverso. In pratica, sempre secondo i finanzieri, il titolare della società di carpenteria metallica emetteva lo stesso giorno due fatture con lo stesso numero progressivo, entrambe per prestazioni effettivamente rese, ma una per un importo molto consistente, l’altra di importi minimi. In questo modo gli ignari clienti ricevevano una regolare fattura, con importo, data e descrizione correttamente indicati mentre l’imprenditore registrava in contabilità solo quella avente l'importo più basso. Il tutto a vantaggio della dichiarazione dei redditi di fine anno. Così, in caso di controllo tutto appariva a prima vista regolare anche perché le fatture erano regolarmente numerate e registrate progressivamente e nessuno poteva accorgersi che in circolazione vi fossero altri documenti con lo stesso numero progressivo. Partendo però da altre indagini di polizia giudiziaria condotte sul territorio nazionale veniva alla luce che il soggetto verificato, al fine di rendere più difficoltosa la ricostruzione della frode fiscale, aveva acceso dei conti correnti bancari dedicati esclusivamente ad incassare i proventi delle vendite che non dovevano essere contabilizzate, ma che, ovviamente, avevano lasciato traccia nella contabilità delle ignare società acquirenti. Scoperto il filone alla Finanza è stato sufficiente tirare la rete, analizzando i conti correnti individuati e facendo una serie di controlli incrociati sui clienti. Le Fiamme Gialle hanno così contestato all’imprenditore la somma di 6milioni e 300mila euro di elementi positivi di reddito non dichiarati ai fini delle imposte dirette, oltre 6milioni e 300mila euro di base imponibile ai fini Irap ed un’Iva dovuta pari a 411mila euro. Il rappresentante legale della società è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Terni per i reati di cui all’art.3 (Dichiarazione fraudolenta) e art.10 (Distruzione documenti contabili) del D. Lgs. nr.74/2000.
6/3/2014 ore 11:45
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