12/11/2019 ore 22:51
Turismo: tutti i dati del 2013, aumentano gli stranieri e diminuiscono le presenze italiane
Nel 2013, rispetto al 2012, gli arrivi in Umbria sono cresciuti dello 0,12%. Sono invece diminuite le presenze (- 2,17%) e sono soprattutto gli stranieri a scegliere l’Umbria come meta da visitare (+2,37% arrivi e +0,69% presenze), mentre si assiste ad un calo dei flussi dei turisti italiani (-0,78% arrivi e -3,78% presenze). Cala anche la permanenza media dei turisti che è di 2,6 gg (-2,29% rispetto al 2012), in particolare negli esercizi alberghieri dove si attesta sui due giorni (-2,68%), rispetto ai 4,1 giorno degli extralberghieri (-1,31%). Rimane invece invariata la scelta delle strutture, con il 51,5% dei turisti che soggiorna nelle alberghiere e il 48,5% in quelle extralberghiere. Questo, in sintesi, il quadro della domanda e offerta turistica in Umbria nel 2013 elaborata dal Servizio turistico della Regione e che ha fatto registrare, complessivamente lo scorso anno, duemilioni 190 mila 143 arrivi e 5 milioni 763 mila 799 presenze. In particolare il 2013 si è chiuso con un aumento, rispetto al 2012, sia di arrivi che di presenze nei comprensori Assisano (+5,81% arrivi e +5,65% presenze), Tuderte (+8,23% arrivi e +1,83% presenze) e Spoletino (+5,28% arrivi e +4,98% presenze) ed un incremento dei soli arrivi nei comprensori Valnerina (+2,49% arrivi e -1,30% presenze), Amerino (+1,91% arrivi e -3,75% presenze) e Orvietano (+0,69% arrivi e -0,89% presenze), mentre le variazioni sono state negative negli altri comprensori. I turisti italiani provengono prevalentemente da Lazio, Campania, Puglia, Toscana e Lombardia, anche se in calo rispetto al 2012 ad eccezione delle ultime due regioni che invece fanno registrare un incremento. Tra quelle che generano più di 150 mila presenze aumentano i flussi dal Veneto (+3,38% arrivi e +0,32% presenze), dalla Sicilia (+15,14% arrivi e +14,01% presenze) e dal Piemonte (+2,30% arrivi e +0,39% presenze). Per quanto riguarda gli stranieri si confermano come Paesi di maggior provenienza Paesi Bassi, Germania, USA e Belgio, anche se i flussi sono in calo ad eccezione degli aumenti registrati nelle presenze USA. Tra i Paesi che portano in Umbria più di 100 mila presenze, aumentano Regno Unito ( +10,35% arrivi e +15,24% presenze) e Francia (+3,03% arrivi e +1,84% presenze). Molto positivo l’incremento dei flussi dalla Cina (+22,61% arrivi e +15,90% presenze). Sul totale dei flussi turistici gli italiani incidono per il 71% negli arrivi e per il 63% nelle presenze, mentre i turisti stranieri incidono per il 29% negli arrivi e il 37% nelle presenze. L’offerta turistica regionale, al netto della tipologia “Case locate ad uso turistico” (cessata “ex lege” al 31/07/2013 e quindi espunta dalla rilevazione), evidenzia un incremento degli alberghi a 4 stelle e delle Residenze d’epoca, mentre calano gli alberghi a 1 e 2 stelle. Nel settore extralberghiero aumentano affittacamere, agriturismi, Bed & Breakfast, case per ferie e case religiose di ospitalità. L’indice di utilizzo medio dei posti letto si attesta complessivamente al 19,8% (-1,27% rispetto al 2012). Negli esercizi alberghieri è pari al 30,4% (-0,16%) e in quelli extralberghieri è del 14,4% (-1,88%). Nel complesso degli esercizi alberghieri il 2013 si chiude con un aumento negli arrivi e un calo nelle presenze (+0,63% arrivi e -2,07% presenze). A fronte di un incremento di oltre il 3% dei flussi dei turisti stranieri (+3,14% arrivi e +3,10% presenze) si registra una diminuzione dei flussi dei turisti italiani (-0,37% arrivi e -4,30% presenze). Aumentano i flussi nei comprensori Assisano, Valnerina, Tuderte, Spoletino e Amerino, con variazioni tra il +4,63% e +10,68% negli arrivi e tra il +1,65% e +8,10% nelle presenze, mentre sono negative le variazioni negli altri comprensori. Nei flussi turistici alberghieri, i turisti italiani incidono per il 71% negli arrivi e per il 68% nelle presenze, mentre i turisti stranieri incidono per il 29% negli arrivi e il 32% nelle presenze. Negli esercizi extralberghieri si evidenzia un calo dei flussi del -0,97% negli arrivi e -2,27% nelle presenze. I flussi dei turisti stranieri aumentano solo negli arrivi (+0,74% arrivi e -1,13% presenze), mentre calano quelli dei turisti italiani (-1,67% arrivi e -3,10% presenze). Aumentano i flussi nei comprensori Assisano, Tuderte e Orvietano, con variazioni tra il +3,14% e +5,20% negli arrivi e +0,80% e +4,73% nelle presenze. Aumentano solo le presenze nel comprensorio Ternano (-2,12% arrivi e +1,42% presenze). Segno meno negli altri comprensori. Nei flussi turistici extralberghieri, i turisti italiani incidono per il 71% negli arrivi e per il 57% nelle presenze, mentre i turisti stranieri incidono per il 29% negli arrivi e il 43% nelle presenze. “I dati – ha detto l’assessore regionale al turismo Fabrizio Bracco – sono abbastanza confortanti se valutati nel contesto dell’attuale crisi economica che ha evidenti ripercussioni anche nel settore turistico e che porta i visitatori a tagliare sui tempi di permanenza in vacanza e quindi sulle presenze. Secondo di dati Istat – ha spiegato Bracco – in Italia, nel 2013, c’e stata una pesante contrazione dei viaggi degli italiani, con un calo del 19,8 per cento rispetto al 2012. In questo cotesto va dunque letto positivamente il lieve incremento degli arrivi che testimonia come l’Umbria sia una meta turistica ambita, anche se in maniera territorialmente disomogenea. Ciò testimonia l’efficacia di una politica regionale di promozione turistica che ha saputo, nonostante le oggettive difficoltà, consolidare ed in qualche caso incrementare l’appetibilità dell’Umbria soprattutto in quei comprensori che sono stati capaci, sinergicamente, di mettere a valore le proprie peculiarità ed eccellenze. A ciò si aggiunge la riconosciuta qualità delle strutture recettive umbre ed il merito di quegli imprenditori del settore che hanno saputo investire per migliorare l’accoglienza”. “L’ampliarsi della platea dei turisti stranieri, in particolare di quelli provenienti dalla Cina che costituisce una ‘new entry’ di tutto peso, ci porta a guardare con cauto ottimismo ad una possibile ripresa del settore grazie soprattutto ai Paesi emergenti ed europei verso i quali – ha concluso - la Regione Umbria continua ad essere impegnata in un’ampia ed articolata azione di promozione”.
19/2/2014 ore 11:30
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