21/07/2019 ore 04:15
Terni: i Nas fanno chiudere una casa di cura per anziani sprovvista di autorizzazioni e con personale rumeno non abilitato
I carabinieri della stazione di Papigno e quelli del Nas hanno effettuato un sopralluogo presso una struttura residenziale per anziani della città. Nel corso del controllo, al quale hanno partecipato anche funzionari del Distretto sanitario e personale infermieristico geriatrico, sarebbero state riscontrate alcune criticità. In un comunicato del comando rpovinciale dei carabinieri di Terni è stata ricostruita l'operazione effettuata nella mattinata di oggi. "Tra le criticità rilevate - si legge - c'è la mancanza di autorizzazione all’esercizio, la presenza di quattro ospiti di cui non sarebbero stati privi di documenti personali e di quelli sanitari. Questo avrebbe impedito ai militari di risalire alla data del loro ingresso nella struttura. Inoltre sarebbero state riscontrate irregolarità in ordine alla gestione non conforme a garantire le cure adeguate agli ospiti; tra questi ci sarebbero anche persone palesemente non autosufficienti che abbisognano di forme assistenziali diverse che non possono essere effettuate all'interno di una normale casa di riposo. Tra le altre irregolarità - si legge ancora nella nota dell'Arma - sarebbe stata anche riscontrata la presenza all'interno della struttura di personale privo di qualifica professionale e non regolarmente assunto. Tra questi soggetti ci sarebbero dei rumeni che parlano a stento l'italiano e totalmente sprovvisti di certificazione attestante specifiche capacità professionali. Inoltre sarebbe assente un piano terapeutico per la somministrazione dei medicinali, oltre alle adeguate scorte alimentari in particolare fresche". Per queste ragioni i Nas hanno disposto la cessazione immediata dell’attività, fino alla regolarizzazione delle disfunzioni rilevate, nonché l’immediato allontanamento degli ospiti previo avviso ai familiari degli stessi. Nei confronti dei titolari della struttura è stata elevata una sanzione amministrativa di circa 3.000 euro e sono al vaglio dei militari eventuali risvolti di natura penale.
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
4/2/2014 ore 18:10
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