17/10/2019 ore 15:29
Viabilità: per la Confindustria umbra la trasformazione in autostrada della E/45 è un'ottima idea
Confindustria Umbria accoglie con favore la decisione del Consiglio Regionale umbro sulla trasformazione della E/45 in autostrada. “Il risultato bipartisan su questo tema – ha sottolineato Ernesto Cesaretti, presidente di Confindustria Umbria - è un segnale positivo della convergenza delle istituzioni su un’opera infrastrutturale che da anni riteniamo strategica per lo sviluppo del territorio”. Gli imprenditori umbri, così come la grande maggioranza dei cittadini che hanno a cuore il futuro della propria regione, ritengono – e non da oggi – che con la trasformazione della E/45 in autostrada si possa avere un’arteria di comunicazione importante che metta in collegamento l’Umbria con i due porti di Mestre e di Civitavecchia e che, tra l’altro migliori, con il Nodo di Perugia, la viabilità intorno al capoluogo, oggi arrivata al limite del collasso e della sicurezza. “Verrebbe favorito, e vorremo dire finalmente – ha evidenziato Cesaretti - l’accesso alla nostra regione che soffre di un isolamento cronico. Le infrastrutture non sono un inutile orpello segno della modernità, come qualcuno vorrebbe far credere. Le tante piccole e grandi aziende umbre scontano da decenni, in termini di competitività, gli effetti della mancanza di vie di collegamento rapide e sicure, costrette a fare i conti tutti i giorni con una condizione delle strade che mette a rischio l’incolumità dei cittadini”. Quest’opera, inoltre, che si inserisce come componente fondamentale del più ampio progetto riguardante l’arteria Mestre-Orte-Civitavecchia, potrebbe giovarsi dell’apporto di capitali privati gravando solo in misura molto limitata sulle finanze pubbliche. “Si tratta un intervento essenziale per le prospettive di sviluppo della regione - ha aggiunto Cesaretti - ma che comporterà certamente tempi di realizzazione non brevissimi. E ciò mentre la E/45, arteria cruciale per la nostra regione, si trova in uno stato di profondo degrado ed estrema pericolosità aggravata dal fatto che saranno sempre meno le risorse per gli interventi di manutenzione”.
3/2/2014 ore 2:08
Torna su