21/07/2019 ore 04:59
Terni: tentano di truffare le suore Clarisse con una finta eredità, la polizia sventa la truffa
“Congratulazioni, le comunico che il vostro convento è beneficiario di un lascito di 50.000 euro, da parte di una signora inglese appena scomparsa, amica della vostra defunta badessa”. Questo è quello che l’attuale badessa del convento di clausura della Clarisse di Terni si è sentita dire al telefono da un’impiegata delle poste alcuni giorni fa. La falsa impiegata ha spiegato come la generosa benefattrice aveva dato disposizioni per far arrivare la somma al convento, facendola parlare anche con un altrettanto falso funzionario delle Poste. Quest'ultimo che ha fornito alla suora i dettagli dell’operazione. Spiegandole che era necessario fare due vaglia on-line da 1.500 euro ciascuno, per sbrigare la parte burocratica. Vaglia urgenti, da inviare il giorno stesso. Poi con le ricevute la badessa si sarebbe dovuita presentare alle Poste Centrali, fornendo il nome e il cognome dell’impiegato che, una volta lì, avrebbero dovuto contattare, compreso il suo numero di sportello. La suora, perplessa, si è consultata con le consorelle e invece di richiamare le Poste, ha chiamato la polizia. Immediati gli accertamenti che hanno permesso di appurare che non solo non esistevano impiegati delle Poste con quei nomi, ma anche non era mai partita nessuna telefonata per il convento delle Clarisse dai loro uffici. Si è trattato, insomma, di un tipo di truffa on-line sicuramente originale che per fortuna è stata sventata sul nascere: le indagini della polizia proseguono per risalire, tramite il numero di conto corrente, ai truffatori.
29/1/2014 ore 13:29
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