20/11/2019 ore 03:30
Terni: sversavano le acque "sporche" di sostanze chimiche in un canale di Maratta, la Forestale denuncia due imprenditori
Lavavano delle cisterne che avevano contenuto sostanze chimiche e gettavano le acque reflue in un canale nei pressi di Maratta. A seguito di ciò il Corpo Forestale di Terni ha sequestrato oltre due tonnellate di rifiuti speciali e denunciato all’Autorità Giudiziaria i legali rappresentati di due società di Terni. L’attività di indagine è stata svolta dal personale del Nipaf (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Corpo forestale dello Stato di Terni, coadiuvato da agenti della stazione di Narni e dal Nos (Nucleo Operativo Speciale) di Terni. Il personale, a seguito di una segnalazione giunta al numero di emergenza ambientale 1515, è intervenuto in località Maratta, constatando l’anomala colorazione bianca delle acque di un canale. Successivi accertamenti hanno permesso di scoprire che a “colorare” le acque del canale era stato lo sversamento illecito di acque reflue derivanti dal lavaggio di cisterne in pvc che avevano contenuto sostanze chimiche. Dalle indagini svolte sarebbe emerso che le cisterne erano state conferite ad un’impresa autorizzata al loro recupero. Qui tali rifiuti non sarebbero mai stati sottoposti alla dovuta “bonifica” delle sostanze residue presenti all’interno, e “sarebbero finiti – come spieganod al comando della Cfs -, senza alcuna operazione di recupero, ad un’impresa che commercializza materiale elettrico e per l’edilizia la quale, in assenza della prescritta autorizzazione ed in modo assolutamente illegittimo, sottoponeva i contenitori ad un rudimentale lavaggio smaltendo i rifiuti liquidi (una miscela composta da acqua e varie sostanze chimiche) nelle acque superficiali del canale limitrofo” Sempre secondo la Forestale, dall’esito delle analisi, condotte sui campioni prelevati dal personale dell’Arpa potrebbero scaturire ulteriori ipotesi di reato. Qualora infatti dagli accertamenti analitici emergesse la pericolosità dei rifiuti, oltre all’inasprimento delle pene previste per lo smaltimento e la gestione di rifiuti non autorizzati potrebbe ipotizzarsi anche il trasporto illecito di rifiuti pericolosi. Il personale forestale, accertato che l’attività di recupero non autorizzata era ancora in corso e che i materiali contaminati dalle sostanze chimiche sarebbero stati destinati alla commercializzazione, ha provveduto a porli sotto sequestro, successivamente convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
10/1/2014 ore 13:03
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