18/01/2020 ore 16:21
Sanità: medici del 118 sul piede di guerra, per loro solo contratti a tempo determinato
I medici del 118 con contratti a tempo determinato hanno chiesto e ottenuto di essere ascoltati dalla Commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Massimo Buconi. Argomento dell'audizione il loro contratto di lavoro precario a fronte della delicatezza dell'incarico e dell'importanza della continuità e dell'esperienza accumulata in questo tipo di urgenze. Preoccupazioni che sono aumentate dopo la delibera di Giunta che avrebbe previsto la loro sostituzione con “specialisti dell'emergenza-urgenza e affini”. Secondo gli operatori del 118, che hanno presentato il parere di uno studio legale di Città di Castello, il percorso intrapreso in Umbria è sbagliato perché nel loro lavoro sono indispensabili requisiti che prevedono una formazione specifica, ad esempio, nel saper intubare celermente un paziente, utilizzare tecniche spesso invasive, gestire adrenalina e atropina. Vi sarebbe anche un profilo di illegittimità, perché il Dpr “270/2000” stabilisce espressamente che i medici in servizio nelle ambulanze devono avere frequentato corsi di formazione Deu, che determinano l'idoneità all'esercizio dell'attività di emergenza sanitaria territoriale. “Altre Regioni si sono adeguate al decreto – hanno fatto notare ai membri della Commissione – ed hanno assunto o regolarizzato nel ruolo soltanto personale con formazione Deu, mentre noi ci troviamo nella condizione di essere idonei in tutta Italia tranne che in Umbria, e saremo costretti ad andare a lavorare altrove, senza contare che assumendo noi la Regione Umbria avrebbe un costo del personale di molto inferiore”. I medici del 118 hanno anche esposto la precarietà della loro situazione lavorativa: contratti che durano anche due soli mesi, rinnovati di volta in volta e in qualche caso, addirittura, con una semplice telefonata il giorno della scadenza. Di tali argomentazioni si è fatta carico la Commissione. Il presidente Buconi ha assicurato un incontro con i vertici della sanità umbra per approfondire la questione: “dobbiamo occuparci del precariato, che in questo settore – ha detto - non dovrebbe nemmeno esistere, ed evitare che questi medici preparati rimangano vittime della burocrazia. Per Sandra Monacelli (Udc), “la delibera di Giunta va cambiata perché, dopo averlo formato, non ha alcun senso buttare via personale qualificato”. Franco Zaffini (Fd'I) e Rocco Valentino (FI), concordano su un incontro urgente con il direttore generale Duca.
(Foto di repertorio)
13/11/2013 ore 1:28
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