15/07/2019 ore 22:43
Denunciato ad Amelia un pediatra per falso e truffa ai danni dello Stato
Un noto pediatra in servizio presso un ospedale di Roma, ma con studio ad Amelia, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Terni per i reati di falso e di truffa ai danni dello Stato. A mettere nei guai il medico sono stati i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni, che nei giorni scorsi hanno notificato al professionista l’avviso di conclusione delle indagini. "Piuttosto ingegnoso e spregiudicato - riferiscono le Fiamme Gialle in un comunicato - era il metodo truffaldino escogitato. In sostanza il noto pediatra svolgeva una doppia attività: la prima presso il famoso nosocomio romano, in regime di 'intramoenia'. La seconda presso uno studio con sede ad Amelia, sprovvisto però delle necessarie autorizzazioni". "Il medico - riferiscono dalla GdF - confondeva le acque rilasciando ai propri pazienti che visitava ad Amelia una certificazione falsa dove si attestava che attestante che le visite erano state effettuate a Roma, all’interno dell’ospedale. I dirigenti del nosocomio romano erano però all'oscuro di tutto: il professionista, infatti, si era ben guardato di informare la propria struttura sanitaria delle prestazioni effettuate. Che non avrebbe potuto eseguire non essendo in possesso dell’autorizzazione dell’ente pubblico per lavorare fuori sede, non fatturando le prestazioni ai propri pazienti e dunque intascando a nero il totale della parcella, senza corrispondere alla struttura ospedaliera il 15% del proprio compenso per l’attività privatistica svolta. Agli occhi dei pazienti il pediatra appariva quasi come un 'benefattore', consentendo loro di ricevere gratuitamente (ed in molti casi senza averne diritto) prestazioni sanitarie, medicinali e costose attrezzature, soprattutto protesi, senza pagare il previsto ticket e senza recarsi fino a Roma a sostenere lunghe liste di attesa". Oltre alla denuncia penale il professionista è stato sottoposto anche a verifica fiscale, nel tentativo di recuperare a tassazione i proventi delle prestazioni sanitarie che aveva “dimenticato” di comunicare al Fisco per le sue visite private. A conclusione dell’accertamento sono stati contestati, nei suoi confronti, elementi positivi di reddito non dichiarati per circa 120mila euro, ricavi non contabilizzati per 12mila euro ed una maggiore base imponibile ai fini Irap per oltre 120mila euro.
17/10/2013 ore 12:30
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