18/10/2019 ore 05:45
Atc 3 di Terni e Orvieto nella bufera, la Finanza segnala 49 persone alla Corte dei Conti
L'Atc 3 Terni è nella bufera. In un comunicato diffuso dal comando provinciale della Guardia di Finanza si parla di "Danni erariali pari a circa un milione e 200mila euro". Sotto la lente degli investigatori del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Terni sarebbero finiti 49 soggetti. Dal Presidente a vari componenti del Comitato di Gestione dell’Associazione Ambito Territoriale di Caccia 3. Secondo i finanzieri " essi avrebbero causato un danno erariale quantificato in 1milione e 200mila euro".
"Ad essere contestate alla Procura Regionale della Corte dei Conti di Perugia -si legge nel comunicato della GdF - sono una serie di irregolarità poste in essere dall’Atc 3 Terni-Orvieto, una associazione deputata alla gestione della caccia sul territorio provinciale e finanziata, prevalentemente, con contributi regionali e provinciali". Secondo le Fiamme Gialle ternane le irregolarità riscontrate fra il 2007 ed il 2011 "sono di varia natura e vanno dalle spese per 600mila euro, indebitamente sostenute per assumere personale con contratti a tempo indeterminato - in palese violazione al regolamento regionale - alla nomina di 4 consulenti esterni (nonostante la normativa regionale preveda la possibilità di nominarne uno solo) assunti con contratti di collaborazione o a progetto che si rinnovavano tacitamente, come fossero, di fatto, dipendenti a tempo indeterminato ed erogando, in tal modo, a loro vantaggio compensi per un totale di circa 450mila euro". La Finanza contesta inoltre all'Atc 3 "di essersi arbitrariamente avvalsa, per il raggiungimento dei propri scopi, dell’opera di un'altra associazione di volontariato, appositamente creata per sostenere spese finanziate dalle casse della stessa Atc 3 e creando, in tal modo, una ingiustificata quanto inutile duplicazione di costi pari a circa 120mila euro". Poi si parla di rimborsi "richiesti dal presidente dell’Atc 3 per spese di viaggio, che non hanno trovato giustificazione in alcun tipo di documentazione o altre risorse finanziarie utilizzate per rimborso delle spese di gestione non inerenti all’attività dell’associazione, specie sotto il periodo natalizio, quando con evidente generosità venivano effettuati, con soldi pubblici, spese per regali di natale, acquisti di profumi vari, strenne natalizie, ricariche telefoniche e simili".
Secondo i finanzieri ternani si tratta dunque di "un ingente ed ingiustificato sperpero di denaro pubblico, venuto alla luce tramite lunghe indagini che hanno evidenziato condotte non in linea con i principi di sana e corretta gestione amministrativa e per le quali viene oggi richiesto un rimborso a vantaggio delle casse dello Stato".
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
8/10/2013 ore 11:20
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