20/01/2020 ore 00:03
Narni: vicenda castello S.Girolamo, Paglia all'Espresso: "non c'entro niente con questa storia"
"L'Espresso" (in edicola domani) ha pubblicato un articolo in cui si parla della vicenda giudiziaria del castello di San Girolamo. In particolare č sulla figura di monsignor Vincenzo Paglia, ex vescovo di Terni, che si incentra il servizio dell'importante settimanale. Secondo quanto scritto nell'articolo "Paglia, attuale presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia ed esponente di spicco della Comunitā Sant'Egidio, risulta iscritto nel registro degli indagati dalla procura di Terni nell'ambito dell'inchiesta che punta a far luce sulla presunta voragine nei conti della Diocesi umbra. Diocesi della quale Paglia č stato vescovo per dodici anni". Al centro delle indagini, riferisce l'Espresso, coordinate dal procuratore ternano Elisabetta Massini e condotte dalla squadra mobile di Terni e dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, c'č anche un lungo elenco di operazioni immobiliari. Contattato da "L'Espresso", l'arcivescovo "esclude di aver mai ricevuto un avviso di garanzia. Il monsignore tiene a sottolineare che a Terni ci sono due vicende distinte, che non vanno confuse". "Da un lato - si legge nell'articolo - c'č quella dell'indebitamento della mia diocesi, dall'altra la storia del castello di cui si sono occupati i giornali e la procura. Io sono cosciente, ora come allora, che nei miei anni di vescovado a Terni l'indebitamento bancario della diocesi č arrivato a otto milioni di euro, a cui vanno aggiunti 3,5 milioni provenienti dalla vecchia gestione e 4 in pancia alle parrocchie, che la diocesi si č accollata. Ma sono soldi spesi per lavori nei complessi parrocchiali, per il restauro di 53 chiese e la costruzioni di oratori e strutture per i poveri, senza dimenticare le uscite necessarie alla vita della curia". Nell'articolo č poi scritto che "dalla vicenda del castello di Narni il consigliere spirituale della Comunitā di Sant'Egidio si tira fuori". "Era la fine del 2009 - dice Paglia all'Espresso -. L'allora sindaco di Narni mi chiese se la diocesi fosse interessata all'acquisto del castello, che in realtā č un convento con una chiesa ancora officiata. Inizialmente dicemmo che eravamo interessati. Ma, visto i problemi economici che avevamo, declinammo subito l'invito. Come diocesi uscimmo dall'operazione, e da allora la diocesi č stata totalmente estranea". Paglia, in pratica, sostiene che l'istituto e i suoi vecchi dipendenti abbiano continuato da soli a fare i loro affari. Ed aggiunge, sempre stando a quanto riportato nell'articolo dell'Espresso (che sarā in edicola da venerdi 27 settembre): "Sono disponibile a collaborare con la magistratura. Si sono sparse troppe notizie calunniose: non ho nulla da nascondere".
(Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/don-paglia-e-il-buco-di-terni/2215838)
26/9/2013 ore 17:16
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