20/11/2019 ore 07:05
Commercio: dalla Regione 5 milioni di euro per la riqualificazione, l'innovazione e la creazione di centri commerciali naturali
“Riscoprire e sostenere il valore dell’esercizio di vicinato e promuovere la qualità degli insediamenti commerciali e del loro armonico inserimento nel contesto territoriale. Con una attenzione particolare ai centri storici dell’Umbria da trasformare in ‘centri commerciali naturali’ mettendone a valore, in maniera integrata, le straordinarie eccellenze”. E' questa la rotta tracciata dall’assessore regionale al commercio, Fabio Paparelli, a chiusura dei lavori di presentazione del Rapporto 2012 su “La distribuzione commerciale in Umbria”, realizzato da AUR. “Innovazione, e-commerce, identità urbana, riqualificazione, promozione delle filiere e del commercio legato alle produzioni tipiche, incentivazione di progetti integrati tra commercio e turismo, con una particolare attenzione anche alle questioni legate alla sicurezza e all’adozione di moderne tecnologie” sono le “parole d’ordine” che, secondo l’assessore, dovranno caratterizzare il futuro del commercio in Umbria. Ciò potendo contare su “risorse sostanziose” messe sul piatto dalla Regione e pari ad oltre cinque milioni di euro. “Un milione e settecentomila euro – ha annunciato Paparelli – sono infatti destinati alla chiusura delle graduatorie dei precedenti bandi Resta, finalizzati soprattutto a sostenere le Pmi commerciali nei processi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e 3 milioni 700 mila euro verranno destinati, dopo una ampia partecipazione con tutti i soggetti interessati, al finanziamento dei nuovi bandi Resta 3 ed alle misure previste dalla legge 266. In particolare – ha aggiunto – per i borghi ed i centri storici dell’Umbria a far da cornice alla nuova pianificazione commerciale saranno i Quadri Strategici di Valorizzazione, veri e propri strumenti operativi a carattere multisettoriale, su cui saranno chiamati ad impegnarsi, in un lavoro certamente complesso, sia le amministrazioni locali che le rappresentanze delle associazioni di categoria. Il percorso comune che ci attende per passare dalle idee ai fatti – ha proseguito l’assessore – non è semplice, ma le analisi presentate qui oggi ci confortano rispetto alla direzione da prendere. Intanto stiamo lavorando alla legge per la tutela dei consumatori ed entro l’autunno – ha concluso – verrà ultimata la nuova legge sulle sagre”. Secondo il Rapporto l’Umbria si allinea ad un “modello nord” di distribuzione, caratterizzato da una rete molto sviluppata che, per la prima volta, vede le superfici di media e grande distribuzione superare la metà di quelle di vendita complessive. Risulta elevata soprattutto la presenza di strutture della grande distribuzione alimentare, specie di media dimensione, da correlare – secondo lo studio - alla più elevata spesa pro capite per questo settore seppure nel contesto generale di crisi economica, che conferma trend negativi di valore aggiunto, redditività e occupazione. Le reti distributive al dettaglio diminuiscono, a parità di abitanti, gli esercizi nel complesso, aumentano le loro superfici medie. Cresce sensibilmente la presenza della grande distribuzione organizzata e delle relative quote di vendita, diminuiscono le ditte individuali, aumenta la quota di imprese plurilocalizzate e le attività secondarie presso le unità locali. Dallo studio emerge inoltre in Umbria un processo di concentrazione di abitanti per esercizio (13,3) superiore alla nazionale (12,5) e una maggiore mobilità dei consumatori nelle aree commercialmente “forti”, sia di residenti che di abitanti fuori regione. Nell’ambito della rete distributiva un ruolo fondamentale gioca la media distribuzione (quasi un quarto delle superfici complessive di vendita nella regione sono da imputare alle medie strutture) anche a seguito degli interventi di semplificazione delle procedure di inizio attività introdotte con la legge regionale 10/2013. Un andamento che deve però tenere conto del numero di autorizzazioni concesse, ma non ancora attivate, a cui potrebbe non essere dato seguito od esser fortemente ridimensionate. Si assiste inoltre ad un elevato turn over di attività commerciali, con una permanenza media sul mercato temporale molto ridotta e dovuta, nel settore del commercio al dettaglio non tanto al contenimento quantitativo delle rete distributiva, quanto al riassetto, alla qualificazione e valorizzazione dell’esistente e alla previsione che nuove iniziative presentino elevati indici di qualità e si inseriscano correttamente nel territorio, in una visione sia locale che a carattere regionale.
8/8/2013 ore 2:43
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