15/11/2019 ore 13:10
Ambiente: i sindaci di Parrano e San Venanzo si oppongono all'installazione di 18 torri eoliche sul monte Peglia
“No alle 18 torri eoliche sul monte Peglia, ognuna alta 150 metri, basamenti in cemento per un totale di 6 ettari, chilometri di nuove strade di collegamento tra le torri, due enormi sottostazioni elettriche, chilometri di nuovi elettrodotti per l'innesto alla rete elettrica nazionale”. È quanto ribadito con forza, in Seconda Commissione a Palazzo Cesaroni dai sindaci dei Comuni di San Venanzo e Parrano, Francesca Valentini e Vittorio Tarparelli oltre che da alcuni rappresentanti del Comitato per la tutela del monte Peglia e dal presidente dell'associazione 'Amici della terra' di Orvieto, Monica Tommasi. In sostanza, nessuno si è detto pregiudizialmente contrario al ricorso a fonti di energia 'pulite', ma le dimensioni del progetto sono state giudicate abnormi rispetto ad un'ambiente ed un area dove, oltre alla presenza di attività ricettive, è definita protetta ed individuata come zona 'Stina', ricompresa cioè nel Sistema territoriale di interesse naturalistico e ambientale. Le preoccupazioni espresse da tutti gli interlocutori verranno approfondite a breve dalla Commissione in un incontro con la Giunta regionale. È stato per primo il sindaco di San Venanzo, Valentini a rimarcare “la discrepanza tra l'individuazione dell'area e le autorizzazioni concesse ad un progetto oggettivamente fuori scala. Per questo chiediamo a gran voce alla Regione Umbria di accogliere il nostro appello e di apportare le necessarie ed auspicate modifiche al regolamento regionale vigente”. Il Primo cittadino di Parrano, Tarparelli ha denunciato il fatto che “nessuno della Provincia di Terni (organo delegato al rilascio delle autorizzazioni) si è sentito in dovere di condividere con le Amministrazioni locali questo progetto. È necessario, al di fuori di ogni pregiudizio, individuare la collocazione intelligente di impianti di questo tipo. Certe scelte non possono essere lasciate in mano al mercato. Dovrebbe invece essere la politica a pianificare il territorio. Più volte abbiamo chiesto alla Provincia di Terni la convocazione di una nuova conferenza dei servizi per discutere delle indicazioni presentate dai Comuni e dai comitati. Certi progetti hanno bisogno di partecipazione”. Mario Mariani (Comitato tutela monte Peglia) “Dopo che la Comunità montana ha previsto ed attuato ingenti investimenti per la salvaguardia del territorio, dopo l'inserimento nello Stina, che ha comunque causato problemi per i cittadini per i vincoli introdotti, ora a chi vive nella zona del monte Peglia è piovuto addosso questa catastrofe. Ma noi cittadini non abbandoneremo il territorio e non permetteremo che venga fatto uno scempio del genere”. Daniele Iavicoli (presidente Centro studi ornitologici 'A. Valli da Todi'): “Impianti di eolico come quello previsto trasforma gli habitat di un territorio che è anche un importante luogo ornitologico. L'impianto nascerebbe in un'area dove sono state impiegate ingenti risorse pubbliche per la sua valorizzazione ambientale e questo è assurdo”. Giulio Amati (Comitato tutela monte Peglia): “Quanto previsto rappresenta per diverse migliaia di persone, ma anche per l'intero ambiente umbro, un grave danno e noi siamo chiamati a difenderci da ciò. E questo lo stiamo facendo insieme alle Istituzioni locali. Purtroppo questa è la dimostrazione che la 'black economy' è più forte della 'green economy', sicuramente più debole e con meno mezzi”. Angela Sartini (Comitato tutela monte Peglia): “L'impianto produrrà, tra l'altro, un impatto visivo che andrà ad incidere negativamente sullo stesso sviluppo economico di un'area particoalrmente vasta dove sono numerose le attività che negli ultimi anni hanno deciso di investire. L'auspicio è che la Regione fermi l'evolversi del progetto”. Monica Tommasi (presidente associazione 'Amici della terra' – Orvieto): “Il mercato è drogato da incentivi che riescono a far prevedere la nascita di impianto addirittura dove il vento non c'è, come in Umbria. Lo sviluppo delle 'rinnovabili' è indubbiamente importante e non non siamo contrari ad esso, ma deve trovare il suo sviluppo fuori da pericolose speculazioni e soprattutto non deve produrre danni al territorio. Il Piano energetico regionale è del 2004 ed è ora che venga rivisto. È assurdo permettere il via libera ad un progetto come questo in assenza di un Piano specifico del paesaggio”. Ivano Germani (Comitato tutela monte Peglia): “Non è possibile e non possiamo permettere che per un vuoto legislativo si possa dare corso ad uno scempio come quello previsto. La Regione ha il dovere di aiutare i cittadini e salvaguardare il territorio con tutte le attività economiche che in questi anni, lì, hanno investito”.
18/7/2013 ore 2:35
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