19/10/2019 ore 19:46
Arresti domiciliari per il gestore e gli infermieri di una casa di riposo, sono accusati di maltrattare gli anziani
Quattro persone, il gestore di una residenza per anziani ubicata nel ternano e tre operatori sanitari, fra cui un’infermiera, impiegati nella stessa struttura, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari dai militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Terni. Il reato dei quali i quattro vengono accusati è quello di maltrattamenti che avrebbero commesso nei confronti dei loro pazienti. Il provvedimento è stato emesso dal Gip Pierluigi Panariello, su richiesta del Pm Elisabetta Massini, per il reato di maltrattamenti commessi nei confronti dei pazienti. Altri due operatori sanitari sono stati colpiti dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate nella stessa struttura e del divieto di comunicare attraverso qualsiasi mezzo con le stesse persone e con i loro stretti congiunti. Accuse gravissime, non solo perché avrebbero causato delle lesioni personali su soggetti anziani ed indifesi, ma soprattutto perché secondo l'accusa sarebbero state provocate da quelle stesse persone che dovevano occuparsi della loro assistenza. La stessa casa di riposo è stata sottoposta a sequestro preventivo con successivo affidamento della custodia e gestione alla Azienda Usl Umbria 2 di Terni. L’operazione è stata avviata circa tre 3 mesi fa ed è proseguita anche grazie alla denuncia di alcune persone che, operando all’interno della residenza, non se la sono più sentita di tacere di fronte a certi episodi cui avevano assistito. Un’indagine complessa, che ha richiesto un diuturno lavoro di osservazione all’interno della struttura sanitaria, accompagnato da riscontri, pedinamenti, identificazione di persone. Ne sarebbe emersa - secondo quanto viene affermato dal comando provinciale della GdF - "una realtà piuttosto inclemente per gli anziani e per i loro parenti. Pazienti malati oppure lucidi e coscienti, se pur deboli e incapaci di reagire, venivano trattati senza alcun rispetto. Approfittando della loro condizione psico–fisica, alcuni operatori, compresa la cuoca, percuotevano gli anziani con schiaffi, strattoni e morsi, procurandogli delle lesioni. In altri casi - si legge nel comunicato della Finanza - tiravano loro i capelli, gli gettavano in faccia l’acqua contenuta nelle brocche o nei bicchieri, lanciavano cuscini e tovaglioli, oppure gli facevano gesti osceni, toccandosi le parti intime; li deridevano minacciandoli di colpirli con scarpe od altri oggetti, infine li lasciavano per ore, 'parcheggiati' in un angolo, senza alcuna compagnia, per zittirli. In altri casi erano sottoposti ad una sorta di supplizio cinese. Ogni minuto - viene ancora denunciato nella nota stampa della GdF di Terni - una botta in testa, magari leggera, ma ripetuta decine di volte per un’ora, un’ora e mezzo, così senza motivo". Il gestore di fatto della struttura, secondo la nota "impartiva istruzioni di chiudere a chiave, nelle loro stanze, gli ospiti con particolari problematiche comportamentali". Ad essere contestate alle persone accusate ci sono anche violazioni riguardanti le più elementari norme sulla sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, sull’igiene e la vigilanza. Una malata di Alzheimer, lasciata libera di circolare sarebbe scivolata sul pavimento appena lavato rompendosi il femore. Una difficile situazione anche per coloro che eseguivano le indagini, motivo per il quale la Procura, insieme alla Guardia di Finanza, ha deciso di intervenire il prima possibile, per evitare ulteriori maltrattamenti, verbali e fisici, lesivi della loro dignità.
9/7/2013 ore 10:09
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