21/07/2019 ore 10:26
Denunciato dalla Finanza un imprenditore ternano di 40 anni accusato di evasione per due milioni di euro
Due milioni di euro. A tanto ammonterebbe l'evasione accertata dalla Guardia di Finanza di Terni nei confronti di una società ternana operante nel settore del commercio di materiale hi-tech. Il titolare, un ternano di 40 anni, avrebbe messo in piedi un vasto giro di false fatturazioni. Le Fiamme Gialle hanno contestato all'imprenditore oltre 1 milione di euro di Irap non assolta, 175mila euro di Iva dovuta e 876mila euro di elementi negativi di reddito non deducibili. Il giro di fatture inesistenti prevedeva, formalmente, un percorso studiato e collaudato nel tempo. Una società di Nola (Na) procedeva ad acquistare la merce da una società “estera”, con sede nella Repubblica di San Marino, che poi rivendeva, con fattura, alla società di Terni, ad un prezzo pari al costo della merce più Iva. Di fatto la società di Nola era una cartiera, una sorta di società virtuale che non assolveva l’Iva all’importazione, mentre la società di Terni, facente parte del disegno criminoso, riceveva la merce direttamente da San Marino, senza pagare l’Iva. Un bel risparmio di imposta se consideriamo che la società ternana, reale beneficiaria degli illeciti vantaggi fiscali, si scaricava il costo del bene e quello dell’Iva non pagata. "Il tutto - spiegano dalla Guardia di Finanza - si perfezionava con la chiusura della società di Nola la quale, improvvisamente si dissolveva, come il credito erariale che avrebbe dovuto versare per l’Iva non assolta". L’indagine è stata avviata nello scorso anno e condotta in collaborazione con la Guardia di Finanza di Napoli che aveva richiesto alcuni controlli incrociati sulla contabilità dell’imprenditore ternano, da cui scaturiva l’avvio della verifica fiscale, poi conclusa con i risultati sopra elencati ma anche con la proposta avanzata, alla locale Agenzia delle Entrate, per l’adozione delle misure cautelari a garanzia del credito erariale previste dall’art.22 del D.Lgs. 472/97 e sui quali lo Stato potrà rivalersi per recuperare l’imposta illecitamente sottratta. L’amministratore di tale società è stato invece deferito all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art.2 del D.Lgs. 74/2000, per aver annotato fatture soggettivamente inesistenti emesse dalla società del sud Italia, per un imponibile complessivo di centinaia di migliaia di euro.
14/6/2013 ore 11:55
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