15/11/2019 ore 03:32
Sanità: a Terni 3.500 casi di psoriasi, venerdi 7 giugno un incontro per parlare della malattia
Allarme psoriasi in Umbria: i casi sono circa 35mila, di cui 3.500 nella sola Terni. Una malattia difficile da curare, spesso sottovalutata dai medici di base. Dopo essere scesa nelle piazze, l’Adipso, l’Associazione per la difesa degli psoriasici, entra ora nei teatri con talk show serali. Perché per aiutare i pazienti a convivere con questa malattia bisogna uscire fuori dagli studi medici e parlarne in maniera naturale. E cioè discutendo della vita di tutti i giorni e perché no anche dei nostri interessi, e quindi di film, di teatro, di poesia. Nasce così la formula del talk show applicato alla medicina: finalmente un’informazione rigorosa, concreta e puntuale ma soprattutto pratica, reale per una serata in cui si alterneranno approfondimenti scientifici a spunti tratti da pellicole cinematografiche, dal teatro e dalla poesia. L’iniziativa comincia venerdi 7 giugno alle 21.00 nella Sala Blu di Palazzo Gazzoli a Terni. Protagonisti del talk show medico saranno un volto noto della tv, inviato per il Tg2 e il Tg1 nelle zone più calde del pianeta, Franco Di Mare e un attore e autore teatrale che ha lavorato con i più grandi nomi del palcoscenico: Pierfrancesco Poggi che intratterrà gli ospiti con canzoni e poesie su temi legati alla pelle. Per quanto riguarda il parterre medico interverranno la professoressa Manuela Papini, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Azienda ospedaliera S.Maria di Terni, il Direttore sanitario dell’Ausl 2 di Terni, Imolo Fiaschini e il rappresentante territoriale Adipso, Bruno Scatolini. Prevista anche la presenza del sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. “La psoriasi è una malattia invalidante e diffusa più di quanto si creda: - spiega la professoressa Manuela Papini - colpisce più di 100 milioni di persone in tutto il mondo e circa il 3 per cento della popolazione umbra. Nella nostra regione gli ammalati sono circa 35mila e si calcola che nella sola città di Terni ne sono affette circa 3500 persone. Ma la psoriasi non colpisce solo la pelle: i suoi effetti possono essere devastanti sulla qualità della vita e le relazioni sociali. Purtroppo ancora oggi la è una patologia poco conosciuta e i malati non hanno informazioni a supporto sufficienti. Molto spesso – continua la Papini - la scarsa informazione porta i malati a non curarsi bene, a scoraggiarsi e a perdere la fiducia, peggiorando così la propria situazione fisica e psicologica. Questa situazione è determinata da diversi fattori e attori e purtroppo, anche i medici di base sono talvolta disorientati sulle nuove possibilità terapeutiche e non sempre indirizzano i malati verso i centri di riferimento regionali (in Umbria, presso gli ospedali di Perugia e di Terni), dove i pazienti possono trovare le giuste risposte ai loro problemi”. E che ci sia ancora molto da fare, sia per far conoscere la malattia sia per far sì che i pazienti imparino a convivere con essa, lo dimostrano gli ultimi dati (Fonte Sole24Ore): il 64 per cento non si sente soddisfatto dell’informazione dei medici; il 43 per cento non si sente ascoltato; un paziente su cinque si sente escluso a causa della patologia; nel 75 per cento dei casi l’autostima crolla mentre per il 35 per cento sono compromesse le relazioni sessuali e il 45 per cento dei pazienti si ammala di depressione. Di fronte a queste cifre, l’Adipso ha deciso quindi di intervenire in maniera ancora più incisiva di quanto non abbia fatto finora. Dopo essere scesa nelle piazze di tutta Italia, è entrata ora nei teatri. Ed ecco quindi che è nata l’idea del talk show, o meglio del road show. “Per far sì che la psoriasi non sembri un incubo bisogna parlarne e per parlarne bisogna farlo nel modo più semplice possibile. Parlando di medicina ma soprattutto di vita – dice Mara Maccarone, presidente Adipso – Finora la formula del talk show è stata destinata prevalentemente ad argomenti di natura politica e raramente applicata alle tematiche sanitarie per le quali generalmente si preferisce la tavola rotonda. Siamo convinti, invece, che il talk show, se costruito alternando momenti di riflessione a momenti di intrattenimento, diventa un formidabile strumento capace di un ampio coinvolgimento del pubblico”.
7/6/2013 ore 13:05
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