21/09/2019 ore 23:33
In un anno scoperti dalla Finanza 60 proprietari che affittavano le loro case a nero
Il problema degli affitti a nero non risparmia la Provincia di Terni. Nell’ultimo anno la Guardia di Finanza ha eseguito un centinaio di controlli scoprendo ben 60 proprietari di immobili che incassavano canoni di locazione per un totale di circa 400mila euro di imponibile non dichiarato. Per scoprire questi soggetti agli investigatori basta ricorrere a diversi sistemi. Come quello di incrociare i dati anagrafici degli intestatari delle utenze con quelle del proprietario di casa, oppure scorrere un elenco telefonico, chiedere a studenti universitari iscritti come non residenti il luogo di affettiva dimora, ricevere esposti o telefonate al 117, oppure acquisire le comunicazioni di cessione di fabbricato presentate fino al 2011 alla Questura ed oggi all’Agenzia delle Entrate. Un obbligo, quest’ultimo, al quale devono adempiere tutti coloro che affidano la loro casa a degli inquilini, a prescindere dal tipo di contratto e dal tipo di utente. Ebbene i finanzieri ternani non hanno dovuto far altro che acquisire queste comunicazioni e redigere un elenco degli affittuari, con a fianco di ciascuno la motivazione dichiarata per la cessione dell’immobile a terzi. Hanno così scoperto che anche a Terni va di moda il contratto di “comodato ad uso gratuito”. Sentiti però gli inquilini le loro dichiarazioni non coincidevano con quelle dei proprietari. Alcuni non sapevano neanche cosa fosse il comodato gratuito. Gli inquilini, peraltro, spesso stizziti verso i proprietari hanno dichiarato da subito la verità. Per loro non è prevista alcuna sanzione. Anzi: se viene scoperto un contratto in nero, oltre all'imposta arretrata e alla relativa sanzione, il proprietario "infedele” dell’immobile rischia l’obbligo di stipulare, con lo stesso conduttore, un nuovo contratto imposto e precisamente un «4+4» anni, in cui il canone non può superare il triplo della rendita catastale. In pratica un affitto di 1.000 euro verrebbe drasticamente ridotto a circa 200 euro, con evidenti vantaggi economici per il locatario. E’ quanto prevede il nuovo regime di tassazione definito “cedolare secca” sugli affitti, introdotto dall’art. 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 che evidenzia un solo problema: la maggior parte degli affittuari non conosce la legge, continuando così a pagare affitti a nero mentre, dall’altra parte, i proprietari degli immobili mantengono il segreto, preferendo rischiare pesanti sanzioni piuttosto che pagare poche tasse.
16/5/2013 ore 12:00
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