21/09/2019 ore 06:44
Si fingono poliziotti, rapinano e violentano una prostituta, tre arresti
Rapina a mano armata e violenza sessuale. Questi i capi di accusa che hanno portato in carcere tre persone. I carabinieri del Nucleo Investigativo di Terni hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Terni nei confronti di due uomini ed una donna. Si tratta di un rumeno di 23 anni, un italiano di 53 ed una donna (anche lei italiana) di 34 anni. I tre (tutti residenti a Roma) erano gia noti alle forze dell'ordine e sono stati ritenuti responsabili di rapina a mano armata in concorso e violenza sessuale nei confronti di una giovane “escort” di nazionalità sudamericana, avvenuta nel tardo pomeriggio dell’ 8 febbraio scorso, all’interno di un appartamento nel centro storico di Terni.
I REATI ACCERTATI All’inizio di febbraio 2013, i tre malviventi, dopo avere individuato la vittima tramite gli annunci presenti su quotidiani o sui vari siti internet esistenti, fingendosi clienti, avevano concordato un incontro. Qualche sera dopo (8 febbraio) una volta individuata l’abitazione della vittima, qualificandosi come appartenenti alle forze dell’ordine, si erano fatti aprire la porta dell’abitazione ed avevano minacciato con una pistola la vittima. Quest’ultima, sarebbe stata picchiata, immobilizzata e quindi derubata del denaro in suo possesso (20 euro). Nello stesso contesto uno dei malviventi l'avrebbe anche violentata. I tre erano poi stati messi in fuga dal provvidenziale arrivo di un ragazzo, addetto al recapito di pizze a domicilio, il quale, ignaro di quello che stava accadendo, si era presentato presso l’abitazione per consegnare una pizza precedentemente ordinata dalla stessa vittima.
LE INDAGINI SVOLTELa dettagliata descrizione dei componenti della banda fornita sia dalla vittima che dal giovane, nonché alcune tracce lasciate sul luogo del delitto, hanno permesso di individuare in maniera inequivocabile i tre criminali. Ulteriori indagini hanno permesso ai carabinieri di accertare che la banda si era già resa responsabile di analoghi delitti consumati, con lo stesso “modus operandi” a Roma ed in provincia di Latina.
L’ORDINANZA DEL G.I.P.
Il Gip Maurizio Santoloci, su richiesta del Pm Elisabetta Massini, concordando con le risultanze investigative emerse, ha quindi emesso il citato provvedimento restrittivo ed i tre malviventi, al termine delle formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Roma-Rebibbia. Si legge testualmente nel provvedimento: "Dalle articolate ed approfondite indagini svolte dai Carabinieri e dagli accertamenti tecnici svolti dall’Arma, si trae la piena conferma della integrazione operativa dei reati tracciati nella imputazione. Le emergenze di accertamenti dei Carabinieri hanno offerto, agli elementi di valutazione a carico, una svolta determinante, con connessi altri accertamenti a supporto e le connesse ricostruzioni logico-induttive sono logiche, realistiche e condivisibili".
4/5/2013 ore 11:02
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