21/09/2019 ore 07:23
Non emettono scontrini fiscali, sanzionati dalla Finanza una decina di commercianti
In tema di emissione di scontrini e ricevute fiscali il 20% degli esercenti commetterebbe delle irregolarità. A rivelarlo sono i controlli posti in essere dalla Guardia di Finanza di Terni eseguiti fra il 25 aprile ed il 1 maggio. Su 51 controlli, i finanzieri della Compagnia di Terni e quelli della Tenenza di Orvieto hanno rilevato 10 mancate emissioni del previsto documento fiscale. Ad essere sanzionati per la mancata emissione dello scontrino fiscale sono stati in prevalenza esercizi commerciali quali bar, ristoranti, pizzerie, parrucchieri e negozi di abbigliamento, ma anche attività di vendita all’ingrosso di materiali per l’edilizia e negozi di informatica. In genere la mancata emissione di scontrini riguarda piccoli importi, un caffè o una bibita, ma a volte si parla di corrispettivi maggiori: 30/40 euro per ristoranti e pizzerie. In un caso è stata constatata la mancata emissione dello scontrino per un importo pari a 100 euro. Ad incorrere nella violazione è stato la titolare di un negozio di abbigliamento che aveva appena venduto un vestito a una signora senza rilasciarle lo scontrino. La legge dice che lo scontrino e la ricevuta devono essere rilasciati al momento del pagamento totale o parziale del corrispettivo. Nel caso in cui il pagamento non sia avvenuto, lo scontrino o la ricevuta va rilasciato ugualmente con l'indicazione "corrispettivo non pagato"; all'atto del saldo, se effettutato successivamente, dovrà poi essere emessa la ricevuta fiscale con l’indicazione degli estremi del documento precedentemente rilasciato. In tal senso un importante ruolo per la difesa della concorrenza e del mercato nero può essere svolto anche dalla collettività, ovvero dal cittadino, il quale, oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l'esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l'importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale, mentre il prezzo dei beni o servizi, se non diversamente specificato, deve intendersi sempre comprensivo di Iva.
3/5/2013 ore 11:46
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