21/09/2020 ore 21:52
Terni: lunedi 11 marzo al caffè letterario della Bct presentazione del libro di Roberto Ippoliti "Ignoranti"
Lo studio, la ricerca, la cultura: punti fondamentali per la crescita dell’individuo, ma anche di una intera collettività, di una nazione di uno Stato. Ed uno Stato che non sa, spesso non va. E’ il caso dell’Italia, come spiega Roberto Ippolito nel libro “Ignoranti. L’Italia che non sa. L’Italia che non va”. Il libro sarà presentato lunedì, 11 marzo, alle 17 al caffè letterario della Bct in piazza della Repubblica. Un libro spesso esilarante per i casi raccontati, ma inquietante per lo scenario descritto, Ippolito svela quanto è “somarona” l’Italia. Con nomi e cognomi fornisce un campionario incredibile di assurdità: il sottosegretario che accusa il ministro di essere un “asino bardato da generale”, la conduttrice che inciampa sugli accenti, deputati che parlano in modo inverosimile. Sorprendente? L’Italia è sempre in coda nelle classifiche per l’istruzione e la cultura. Lo confermano gli spropositi che si trovano nei temi della maturità, i pessimi risultati degli studenti nel confronto internazionale, gli errori nella formulazione delle domande ai concorsi: anche chi giudica sbaglia. E l’economia arretra. Il contrario di quanto avvenne negli anni del boom, quando l’innalzamento culturale accompagnò il miracolo. Oggi il 45,2 per cento ha al massimo la licenza media contro il 27,3 per cento dell’Europa. Solo due italiani su quattro sono diplomati contro tre inglesi su quattro. L’Italia è avara: in Europa è ventiduesima per la quota di spesa pubblica destinata all’istruzione in rapporto al Pil. Come si può tornare a crescere? Con l’istruzione e la cultura. “Ma finché gli ignoranti occuperanno la politica non potrà esserci un reale cambiamento e un ritorno allo sviluppo. Solo il sapere può dare la scossa”, sostiene l’autore. Roberto Ippolito ha pubblicato diversi libri, tra cui “Evasori” e “Il Bel Paese maltrattato”. Ha curato l'economia per "La Stampa", ha diretto la comunicazione della Confindustria e le relazioni esterne della Luiss di Roma, dove ha anche insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.
8/3/2013 ore 18:48
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