26/09/2020 ore 20:53
Piscine: permesso di 36 mesi per terminare i lavori di adeguamento degli impianti
Un permesso temporaneo, della durata massima di 36 mesi, potrà essere richiesto dai titolari degli impianti natatori, pubblici e privati, che non riuscissero a terminare i lavori presenti nel Piano di adeguamento si fossero protratti entro il termine stabilito del 9 aprile prossimo. Lo ha stabilito la Giunta regionale che ha approvato le linee di indirizzo che regolamentano l’iter procedurale più corretto per formulare ed ottenere il suddetto nulla osta che consentirà al titolare della struttura di continuare l’esercizio dell’attività previa acquisizione di un nulla osta da richiedere al Sindaco in funzione di autorità sanitaria competente. Con l’approssimarsi del termine del periodo concesso per l’adeguamento degli impianti natatori, infatti, sia i soggetti titolari degli impianti natatori (pubblici e privati) che le Associazioni imprenditoriali in rappresentanza delle diverse categorie interessate avevano rivolto alla Regione numerose richieste per fare chiarezza sull’argomento che interessa decine di impianti in Umbria. “Abbiamo ritenuto fondate le preoccupazioni di quanti si trovano nella condizione di dover regolarizzare la situazione del proprio impianto natatorio, ha affermato l’assessore Tomassoni, e con la finalità di rendere esplicito il percorso per il rilascio del nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività natatoria, il Servizio ha provveduto, in accordo con i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Unità Sanitaria Locale a redigere un documento che detta linee ben precise a tutti i soggetti coinvolti (i titolari degli impianti, le Aziende Sanitarie ed i Comuni)”. La Regione Umbria attraverso due distinti atti, (la legge regionale n. 4 del 2007 ed il regolamento regionale del 2008), nel recepire gli accordi nazionali e interregionali, aveva fornito un quadro di riferimento a tutti i Soggetti, pubblici e privati, che operano nel settore delle piscine dando anche precise disposizioni sia per la costruzione di nuovi impianti natatori che per l’adeguamento strutturale di quelli realizzati in epoca precedente all’emanazione della normativa di settore.
Nel Regolamento regionale veniva quantificato in cinque anni il periodo concesso ai titolari per provvedere all’adeguamento strutturale degli impianti natatori non conformi alla normativa vigente: più in particolare, tutte le piscine appartenenti, in base alla loro destinazione, alla categoria “A”, classi “A1”, “A2” e A4, che erano state costruite prima della data d’entrata in vigore del Regolamento regionale (10 aprile 2008) avrebbero dovuto mettersi in regola, a partire dal prossimo 9 aprile 2013. Il titolare dell’impianto era tenuto a redigere e presentare un Piano di adeguamento contenente tutti i lavori necessari per rendere conforme il proprio impianto natatorio. “Nel Regolamento regionale del 2008, sottolinea Tomassoni, era già previsto che, laddove i lavori presenti nel Piano di adeguamento si fossero protratti oltre il termine concesso del 9 aprile 2013, al titolare della struttura era consentito di continuare l’esercizio dell’attività previa acquisizione di un nulla osta da richiedere al Sindaco in funzione di autorità sanitaria competente”. In queste circostanze, la procedura per il rilascio del nulla osta prevedeva che il Sindaco era tenuto ad acquisire il parere igienico-sanitario da parte del Servizio “Igiene e Sanità Pubblica” del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale competente territorialmente. A questo punto dunque i titolari di impianti costruiti prima del 10 aprile 2008, potranno presentare al Sindaco l’istanza per il rilascio di nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività. La richiesta dovrà pervenire al Sindaco entro il 9 aprile prossimo, e dovrà specificare, tra le altre cose, lo stato di avanzamento dei lavori di adeguamento, le motivazioni che sono all’origine del mancato (totale o parziale) adeguamento ed i tempi previsti per la ultimazione dei lavori che non potranno superare il termine massimo di 36 mesi. Il Sindaco provvederà a richiedere al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Unità Sanitaria Locale competente per territorio un parere finalizzato ad accertare le condizioni igienico-sanitarie dell’impianto e qualora questo fosse positivo, potrà rilasciare il nulla osta all’esercizio temporaneo dell’attività natatoria per un periodo non superiore ai 36 mesi a decorrere dalla data dell’ordinanza sindacale.
14/3/2013 ore 1:26
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