17/11/2019 ore 00:19
Trasportatore sconosciuto al Fisco evade in sei anni più di 800mila euro
Per il Fisco italiano non produceva alcun reddito. In realtà, con collaudata sistematicità, aveva perfezionato le sue capacità evasive, fino ad omettere completamente le dichiarazioni. E’ quanto scoperto dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni seguendo, nella fase preliminare, le indicazioni che provenivano dalle banche dati in uso alla Guardia di Finanza. Un sistema informatico ormai talmente sviluppato ed implementato da tali dati ed elementi, da consentire l’individuazione dei soggetti ritenuti a maggiore rischio di evasione. Un sistema che ha dato le giuste indicazioni, segnalando il titolare di una ditta individuale di Terni operante nel settore dei trasporti il quale, disinteressandosi totalmente degli obblighi della vigente normativa fiscale avrebbe omesso di dichiarare per gli anni d’imposta dal 2006 al 2011 una somma complessiva pari a circa 720mila euro di elementi positivi di reddito e 145mila euro di Iva dovuta. La modalità di evasione, come spiegano dalla Guardia di Finanza, era semplicissima: il titolare della ditta verificata disattendendo agli obblighi di presentazione delle dichiarazioni ai fini Iva ed Imposte Dirette, ometteva, nel contempo, anche di adempiere agli obblighi di legge concernenti la corretta tenuta e conservazione delle scritture contabili. Il risultato era l’assenza presso la sede di documentazione contabile comprovante gli introiti percepiti e completamente occultati all’Erario. Al fine di determinare l’ammontare dei ricavi percepiti, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Terni hanno dovuto ricostruire tutte le sue movimentazioni economiche e finanziarie nelle diverse annualità d’imposta oggetto di verifica. Ad essere utilizzate anche in questo caso sono state le varie banche dati in uso al Corpo i cui dati, debitamente approfonditi ed integrati, sono stati il punto di partenza per l’avvio di controlli incrociati e l’invio di questionari che oltre ad identificare la clientela della ditta verificata, hanno consentito di ricostruirne la reale consistenza reddituale. Al termine delle attività di verifica, l’imprenditore ternano, è stato denunciato alla locale Autorità Giudiziaria per la violazione di cui all’art.10 del D.Lgs. n.74/2000 per aver occultato o distrutto le scritture contabili ed i documenti della ditta. Cosi come previsto dalla normativa è poi scattata l’applicazione delle misure cautelari di cui all’art. 22 del D. Lgs. 472/97 finalizzate ad assicurare, tramite il sequestro dei beni, la possibilità di recupero erariale.
23/2/2013 ore 12:00
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