20/11/2019 ore 02:58
Evasione milionaria, denunciati tre imprenditori edili di Orvieto
La Guardia di Finanza ha denunciato tre imprenditori edili operanti nell’Orvietano, i quali avevano posto in essere un giro di false fatture tra le proprie società. Il "giro" avrebbe loro permesso di fordare in modo consistente il Fisco italiano, anche tramite altre irregolarità contabili e fiscali. L’attività dei tre imprenditori era ufficialmente quella di scavo e costruzioni edili ordinarie, edificatorie, specialistiche e manutentive. Di fatto, però, stando a quanto spiegato dai finanzieri, essi si aggiudicavano lavori, autostradali e ferroviari, in subappalto. Per evitare di pagare le tasse avevano escogitato un loro sistema, costituendo una ditta di costruzioni. Uno di loro era l’intestatario di una seconda ditta, proprietaria anche di numerosi beni strumentali, mezzi, camion, escavatori ed altro. I soggetti economici nel corso delle annualità sottoposte a verifica (dal 2008 al 2010) avevano dato avvio ad una serie di fittizi scambi di beni strumentali fra le due aziende. Una sorta di noleggio di autovetture, macchinari, scavatori, e materiali - che di fatto non sarebbero mai avvenuti -, ma che venivano contabilizzati allo scopo di crearsi costi fasulli che riducevano il reddito imponibile dell’impresa e quindi la somma da pagare a titolo di imposte allo Stato. Cartolarmente risultava un impiego dei macchinari in cantiere. Di fatto i mezzi non si spostavano o venivano utilizzati per altri scopi. La ditta che forniva i beni a noleggio e che avrebbe dovuto dichiarare i proventi percepiti, invece, è entrata in procedura fallimentare e dal 21 giugno del 2012 è stata dichiarata fallita dal Tribunale. I tre imprenditori avrebbero anche omesso di fare fatture e quindi di non dichiarare, parte dei proventi dei lavori che avevano effettivamente eseguito. Questo elemento sarebbe emerso dall’esame delle numerose carte, progetti, fogli di calcolo e fotografie rinvenuti alla data di apertura della verifica fatti dalle Fiamme Gialle. Al termine della verifica i tre soci artefici della frode fiscale sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Orvieto per il reato di emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 380mila euro (art. 2 e 8 del d.Lgs. 74/00), redditi non dichiarati per circa 850mila euro, costi non deducibili per oltre 300.000 euro e maggiore Iva dovuta per oltre 160mila euro oltre alla constatazione di una maggiore base imponibile Irap per oltre 1milione di euro. Nei loro confronti è stato poi avviato il procedimento per l’applicazione delle misure cautelari sul patrimonio della società e dei soci, circa 380mila euro di quote sociali ed immobili, per garantire il pagamento delle imposte dovute e delle sanzioni connesse alle violazioni rilevate.
21/2/2013 ore 23:53
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