22/05/2019 ore 05:37
Edilizia scolastica: Legambiente presenta i dati, Terni al 10 posto, Perugia al 39
Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza e che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità. E’ questo il dato che emerge da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia presentato a Torino. Dall’indagine di Legambiente, l’Umbria presenta dati leggermente migliori alla media nazionale o poco al di sotto, con il Comune di Terni che si posiziona al 10° posto e Perugia al 39°. della graduatoria dell’edilizia scolastica delle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.
Gli edifici scolastici umbri, per lo più precedenti al 1974 (59,12%), nascono prevalentemente come scuole (95,29%), di cui il 19,41% è stato costruito secondo criteri antisismici (l’8,22% è il dato nazionale) e nel 39,41% dei casi è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica. Molte scuole risiedono in edifici in affitto (l’8,24%), il 93,53% ha giardini o aree verdi nelle zone antistanti l’edificio, mentre il 28,24% ha a disposizione palestre e impianti sportivi. Rispetto al dato nazionale (35,79%), le scuole umbre che necessitano di manutenzione urgente sono il 27,06%, mentre quelle che hanno goduto di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni sono il 52,35% (56,40% il dato nazionale). Conforta il dato sulle certificazioni la cui percentuale in alcuni casi risulta essere al di sopra del dato nazionale: collaudo statico (69,41%), agibilità (66,47%), igienico-sanitaria (81,76%) e prevenzione incendi (56,47%). Inoltre il 100% degli edifici dispone di porte antipanico, l’88,24% ha impianti elettrici a norma e il 98,82% ha effettuato prove di evacuazione. Nel 24,12% degli edifici sono stati effettuati interventi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Servizi e buone pratiche sembrano essere di forte interesse per le due amministrazioni. Tutte le scuole hanno aree di sosta per le auto e attraversamenti pedonali, a disposizione degli alunni c’è il servizio scuolabus che serve il 75,88% degli edifici e nel 44,12% delle scuole ci sono nonni vigili che regolamentano il traffico. Vengono serviti pasti bio nelle mense scolastiche (47,57%), utilizzati materiali tipo plastica o carta per le stoviglie (50,49%) e nel 72,82% viene messa sui tavoli acqua del rubinetto, un dato al di sopra di quello nazionale (62,93%). Viene differenziato ogni tipo di materiale (anche se i dati sono più bassi rispetto al dato nazionale) ma vengono privilegiati carta (98,82%), plastica (68,24%) e vetro (55,88%). Non spicca il dato riguardante la presenza di energie alternative nelle scuole visto che solo il 3,53% lo utilizza rispetto al 12,40% della media nazionale. Buone notizie invece sul fronte delle fonti d’illuminazione a basso consumo dove rispetto al 60,58% del dato nazionale ben il 76,47% delle scuole ha scelto risparmiare energia. Dal punto di vista del rischio ambientale ci sono edifici in prossimità di elettrodotti (1,76%), in prossimità di emittenti radio-tv (3,53%) e antenne cellulari (1,18%). Ben il 24,12% degli edifici si trova a una distanza inferiore ai 5 km da aree industriali (rispetto al 7,65% del dato nazionale), a meno di un km da un’autostrada il 7,06%, entro 60 m da un distributore di benzina lo 0,59%. In Umbria infine si è provveduto a monitorare la situazione amianto nel 100% delle scuole con una percentuale pari allo 0,59% per ciò che riguarda le relative azioni di bonifica. “Quello che sicuramente colpisce di più dall'analisi dei dati del Dossier Ecosistema scuola – è il commento di Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria – è la scarsità di risorse anche rispetto alle altre regioni del centro nord che in Umbria vengono destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edilizia scolastica. Se a Firenze si investe una media di € 107.622 ad edificio per la manutenzione ordinaria, nei nostri capoluoghi la media è di € 5.117,65. Anche per la manutenzione straordinaria l’Umbria scende nella classifica, seconda solo alla Campania con € 9.411,76 e non che non sia necessario intervenire, visto che ancora il 27,06% degli edifici necessità ancora di interventi urgenti. Certo, questo dipende dalle scarse risorse a disposizione e dal freno degli investimenti causati dal Patto di Stabilità, ma quella di avere scuole sicure, in classe energetica A, belle, educative e aperte al territorio deve essere una priorità anche l’Umbria”.
12/11/2012 ore 1:20
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