24/07/2019 ore 08:27
Maxi operazione antidroga della polizia, 33 persone arrestate, quintali di sostanze sequestrate
Alla fine il numero delle persone arrestate, in relazione all’operazione denominata “Daku”, sono state 33. Tutto era cominciato lo scorso mese di maggio quando venne arrestato un piccolo imprenditore edile ternano, trovato in possesso di 8 involucri di cocaina per un peso complessivo di circa 44,8 grammi. Da quel rinvenimento è iniziata una capillare attività di indagine da parte della polizia che ha portato ad individuare il cedente, un giovane napoletano da anni residente a Terni, ex operaio dell’Ast che si occupava dello spaccio della cocaina nei locali della movida ternana. I risultati delle indagini hanno permesso di accertare un saldo rapporto di malaffare fra il napoletano ed il suo fornitore di stupefacente, un cittadino albanese. Le successive attività tecniche hanno portato gli investigatori ad allargare la schiera dei personaggi coinvolti nell’attività di spaccio. In questo contesto operativo oltre ad accertare le responsabilità penali degli appartenenti al sodalizio criminoso la polizia ha accertato che la sostanza stupefacente proveniva direttamente dall’Albania, attraverso la frontiera di Bari, nascosta all’interno di gomme di Tir o su grossi gommoni che sbarcavano lo stupefacente sulle coste pugliesi. Una volta arrivata in Italia, la droga veniva portata nei pressi dell’abitato di Acquaviva delle Fonti (Ba), dove veniva lavorata e smistata sui vari mercati nazionali ed europei. Le attività investigative hanno consentito di appurare che le partite sono state smistate per Narni, Roma, Firenze, Pesaro e Milano, ma anche per l’Inghilterra e l’Olanda. Grazie alle indicazioni fornite alla polizia albanese, lo scorso 10 luglio gli agenti di questo paese hanno effettuato un’operazione antidroga, con l’ausilio di supporto aereo della Polizia di Stato italiana, nella cittadina di Lazarat che ha portato all’arresto di 5 trafficanti ed al sequestro di oltre cinquemila piante di marijuana. Il gruppo criminale era solito trasportare dall’Albania al nord dell’Italia quantitativi che si aggiravano tra i 150 ed i 350 chilogrammi di marijuana a viaggio. In un’occasione la polizia, ha intercettato nei pressi di Pesaro tre albanesi che, a bordo di un’Opel Zafira con targa albanese, si muovevano con molta circospezione ed avevano parcheggiato un secondo veicolo che conteneva un carico di marijuana pari circa 150 kg. A Terni, la polizia ha stabilito che il sodalizio criminale aveva fissato il proprio luogo di incontro nei pressi delle panchine di via Turati, dietro ad un’edicola. Questa condizione ambientale è risultata non causuale; infatti, proprio la collocazione delle panchine in un’area pubblica, lontana dalla strada e da eventuali parcheggi, garantiva secondo le idee dei malfattori un buon controllo dell’area circostante. Gli agenti hanno studiato a lungo le modalità d’intervento, arrivando al punto di collocare una telecamera e dei microfoni sopra un albero di fronte al luogo di ritrovo. L’idea ha permesso così di poter intercettare le conversazioni tra gli indagati in quel luogo apparentemente "sicuro". Riassumendo, la questura fa sapere che, in distinte operazioni di P.G. sono stati sequestrati a carico degli indagati i seguenti quantitativi: 130,6 grammi di marjiuana e due dosi di cocaina per grammi 3,5 con l’arresto di un uomo; 100 gr. di cocaina, suddivisa in cilindretti con l’arresto di un cittadino italiano appartenente al sodalizio criminale ed un altro straniero; 490 grammi di marijuana e 108 grammi di cocaina con l’arresto di due cittadini albanesi; 640 grammi di cocaina e 250 di marijuana traendo con l’arresto in flagranza di reato di tre persone; 2,1 chilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana sequestrati nei confronti di due uomini che sono stati arrestati; 187 chilogrammi di sostanza stupefacente tipo marijuana sequestrata ad Andria, dove sono stati arrestati altri tre uomini; 20 chilogrammi di marijuana sequestrata ad Acquaviva delle Fonti (Ba), dove sono stati arrestati cinque individui, tutti gravati dalle attuali ordinanze. Tutti gli indagati sono risultati in regola con permessi e carte di soggiorno. La polizia rivela inoltre che nel corso dell’intera investigazione, tutti gli indagati albanesi non hanno svolto nessuna attività lavorativa lecita, vivendo solo ed esclusivamente con gli introiti della vendita di stupefacente. Queste persone, quasi quotidianamente, frequentano ristoranti, night club, locali notturni e sale giochi, intrattenendo rapporti con entraîneuse, anche all’esterno dei locali; spesso hanno pagato le serate alle ragazze pur di tenerle con loro, praticamente hanno vissuto una vita opposta alla normalità e caratterizzata da elevate spendite di denaro. Al termine delle investigazioni, durate quasi un anno e svolte con notevoli difficoltà a causa della buona conoscenza da parte degli indagati del personale operante e del contesto territoriale in cui questi operavano, le prove raccolte hanno portato il Pm, Elisabetta Massini, che ha curato le indagini fin dalle origini, ad inoltrare la richiesta delle misure cautelari a carico di 19 individui al Gip, Pierluigi Panariello, per la violazione in concorso nello spaccio di rilevanti e diversificati quantitativi di stupefacente. L’operazione “Daku” è stata così denominata perché tale sostantivo indica nel gergo degli indagati la figura del “Capo”, il soggetto che riveste una caratteristica prioritaria nel quadro criminale. Le ordinanze sono state quindi eseguite nella notte ed in questa giurisdizione sono state arrestate 13 persone, di cui una di nazionalità rumena, due italiani e gli altri albanesi. Altri due albanesi sono stati arrestati a Lecce e a Siena, mentre a Terni, nel corso di una perquisizione domiciliare sono stati sequestrati 27.000 euro in contanti. Durante la complessa attività di indagine, precedente all’operazione di questa notte, sono stati effettuati 18 arresti e sequestrate 4 armi e i summenzionati quantitativi di sostanza stupefacente, facendo così salire a 33 il numero complessivo degli arresti.
7/11/2012 ore 11:54
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