14/08/2020 ore 04:35
Droga: Monacelli (Udc) propone di effettuare test nelle scuole per prevenire il dilagare del fenomeno
Prevedere l'uso di test antidroga nelle scuole superiori dell'Umbria, “non per punire, smascherando in modo subdolo il dilagare dell'uso di sostanze stupefacenti fra i giovani adolescenti; ma come valido supporto alla conoscenza e all'aiuto. Perché è giunto il momento di iniziative, ancorché scomode ed impopolari, che dimostrino senso di responsabilità e soprattutto diano in modo diretto e chiaro un messaggio severo rispetto all'uso di sostanze stupefacenti”. La proposta dei test sui ragazzi, “di concerto con le Asl, gli istituti scolastici e le famiglie”, è di Sandra Monacelli, capogruppo Udc in Consiglio regionale, ed è contenuta in una mozione da discutere e approvare in in Aula. La premessa da cui parte il documento, che dovrebbe impegnare la Giunta alla realizzazione effettiva dei test, parte dalla situazione attuale del mondo giovanile che Monacelli così descrive: “Il progressivo dilagare della droga e della cultura dello sballo sta rappresentando in Umbria una pesante emergenza, che impone una responsabile e non ulteriormente rinviabile presa di posizione delle Istituzioni, che non possono limitarsi all'espressione di un giusto e sistematico disappunto. Alla base della proposta il consigliere Udc pone i dati europei che assegnano all'Italia il primato “agghiacciante di un alto uso di cocaina tra i giovani e l'assunzione contemporanea di diverse sostanze compreso l'alcol e la constatazione che non esiste più la vecchia divisione fra sostanze come la cannabis e la cocaina o la eroina, perché oggi si valuta solo in base ai costi sempre più bassi ed alla facilissima disponibilità. Sopratutto sulla piazza umbra”. Monacelli, cita poi le indicazioni dell'Osservatorio europeo delle droghe (Oedt), secondo le quali sono efficaci le politiche antidroga condotte a livello scolastico, a condizione che “coinvolgano in modo trasversale scuola, operatori del settore, docenti, istituzioni ed in particolar modo le famiglie nel loro ruolo genitoriale, in vista di una prevenzione integrata, “fatta di orari e argomenti da inserire in materie stabilite nel programma didattico”.La mozione insiste su un altro concetto: “Al di fuori di ogni ipocrisia la società deve prendere decisamente posizione sul fenomeno. Dobbiamo dire con forza che drogarsi fa male e che la lotta senza quartiere contro il consumo degli stupefacenti va attuata promuovendo uno stretto raccordo tra le istituzioni, a vario titolo coinvolte, rinsaldando in modo particolare l'alleanza strategica tra Scuola e Famiglia. Per questo motivo, l'adozione di test antidroga presuppongono una preventiva consultazione da parte del Preside con la famiglia o con gli stessi studenti, in base all'età degli stessi”. Il più delle volte, secondo l'esponente Udc, “le famiglie sono ignare della vita parallela che conducono i figli. Con i test antidroga avranno uno strumento da adoperare discrezionalmente, grazie alla alleanza con la scuola, preziosa nel supportare l'una il lavoro dell'altra, nel rispetto dei differenti ruoli e collaborando fianco a fianco costantemente, con l'obiettivo primario di raggiungere comuni finalità educative. Le istituzioni, attraverso iniziative coraggiose ed importanti, possono fornire i giusti mezzi e le giuste indicazioni sia ai genitori che ai docenti, per creare quella sinergia positiva a tutela e protezione dei nostri giovani”. I test, si precisa nella mozione,” dopo un periodo semestrale di sperimentazione dovranno essere sottoposti ad una valutazione sulla efficacia”.
10/7/2012 ore 0:35
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