14/08/2020 ore 05:03
Sanità, la Marini sibillina su tagli e riforme, nell'incontro di Terni dice: "aspettiamo le mosse del Governo"
“Siamo al 3 luglio ed ancora non conosciamo l’esatta dotazione del fondo sanitario per il 2012, un fondo peraltro già ripartito in base all’accordo tra le Regioni lo scorso mese di febbraio. Insomma, ciò che chiediamo sono risposte certe e, sinora, non ve ne sono state". E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenuta nel pomeriggio a Terni all’iniziativa di presentazione all’Asl4 e all’Azienda Ospedaliera delle misure di riordino del Sistema Sanitario Regionale. Era presente anche l’assessore regionale alla sanità, Franco Tomassoni, che ha illustrato ai partecipanti lo spirito e le linee generali della riforma che in Umbria mira a realizzare ulteriori economie e risparmi, pur mantenendo e, se possibile, aumentando il livello qualitativo della sanità regionale, successivamente il direttore regionale, Emilio Duca, ha illustrato i due provvedimenti nel dettaglio. Annunciando che domani sarà a Roma all’incontro delle Regioni con il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, che dovrà fornire indicazioni più dettagliate rispetto ai tagli annunciati dal Governo proprio nel settore della sanità, la Presidente Marini ha ribadito che "la sanità è un bene prezioso per i cittadini e per il Paese, e non la si può considerare un semplice aggregato di spesa in maniera fredda e ragionieristica". "Vorrei ribadire per l’ennesima volta – ha detto – che le regioni non sono affatto una controparte dello Stato, ma un importante livello istituzionale del governo dello Stato. Per questo non può non esserci il loro necessario coinvolgimento in quelle decisioni che le stesse Regioni saranno chiamate a prendere per governare sul territorio". "Le Regioni hanno sempre offerto tutta la loro leale collaborazione con il Governo nella definizione di scelte e misure di razionalizzazione che però non possono essere calate dall’alto. Siamo dunque completamente favorevoli alla necessità di una spending review, a patto che questa sia effettivamente tale, e non un modo per chiamare in maniera diversa i tagli lineari. Quindi – ha concluso la presidente - se si definiscono parametri, costi standard di beni e servizi che devono essere rispettati, ebbene vuol dire che le Regioni che non li rispettano devono adeguarsi, mentre invece chi li rispetta non dovrebbe essere interessato dalla spending”. Ed in questa direzione si sta muovendo proprio la nostra Regione che non ha voluto attendere un tempo così difficile per mettere mano alla sua riforma dell’organizzazione sanitaria regionale. Ciò sia perché dobbiamo far fronte alla consistente diminuzione di risorse decise dalle manovre del precedente governo, sia perché mettendo in atto una buona riorganizzazione e razionalizzazione della sanità possiamo difenderne e magari migliorarne la qualità complessiva".
3/7/2012 ore 18:40
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