21/10/2019 ore 15:56
Monni (Pdl) bacchetta la governatrice Marini: "l'Umbria è la Regione più spendacciona d'Italia"
“A dispetto della crisi e del periodo di austerità imposto dal Governo nazionale, l'Umbria non teme confronti e detiene il record, molto poco edificante e molto dolente, di regione più spendacciona d'Italia. In materia di consulenze e affidamento di incarichi esterni all'amministrazione, la Giunta Marini non bada a spese: spende e spande senza tenere conto del periodo di vacche magre che stiamo vivendo”. Lo afferma il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl), facendo riferimento ai dati diffusi dal ministero della Pubblica amministrazione, secondo cui “le risorse economiche umbre investite per figure professionali più o meno utili, più o meno bizzarre, sono lievitate di quasi il 45 per cento su scala nazionale rispetto all'anno precedente”. Per l'esponente dell'opposizione si tratta di “un carrozzone, quello delle consulenze, che annualmente ingurgita centinaia di migliaia di euro. Cifre da capogiro investite per figure professionali che troppo spesso diventano doppioni rispetto ai già abbondanti dipendenti dell'ente e per figure che vengono incaricate senza previa verifica dell'esistenza di professionalità già esistenti all'interno della Regione. Un capitolo di spesa che grava e non poco sul bilancio della Regione e che fa riferimento alla parola sprechi. Sembra una lotta contro i mulini a vento – evidenzia Monni - nonostante le ripetute richieste in sede istituzionale di diminuire costi e sprechi delle consulenze, l'Esecutivo umbro da questo orecchio pare proprio essere sordo”. Massimo Monni ricorda che “in sede di discussione del bilancio, nell'ottica di un accorto risparmio, è stato presentato dal Pdl un ordine del giorno (naturalmente non accettato dalla sinistra) tendente ad impegnare la Giunta a determinare precisi limiti a tutti gli incarichi conferiti a persone fisiche con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa. Insomma si chiedeva un sostanziale abbattimento delle consulenze. Niente di fatto. La Giunta ha risposto che le spese per incarichi e consulenze sono state già ridotte. E allora come mai oggi l'Umbria risulta essere pecora nera d'Italia per le consulenze esterne? Non solo. La mia battaglia contro gli incarichi d'oro e le poltrone elargite dalle maggioranze umbre di sinistra per ottenere consensi è iniziata già da tempo – conclude il consigliere regionale - quando ex dirigenti sono stati ripescati nonostante percepissero pensioni faraoniche. Un sistema clientelare, uno shopping folle della Regione che non lascia spazio a razionalizzazione ed efficienza della macchina pubblica. La marcia dei consulenti non conosce soste, ma soltanto sprechi”.
16/5/2012 ore 0:46
Torna su