17/01/2020 ore 14:57
Quattro Casse si uniscono, nasce la nuova banca umbra del Gruppo Intesa San Paolo
Entro il prossimo mese di maggio sarà operativa la nuova banca umbra del Gruppo Intesa Sanpaolo, che raggrupperà le quattro Casse di risparmio di Terni, Foligno, Spoleto e Città di Castello. Una realtà che potrà contare su oltre 140 sportelli in tutta l’Umbria, mille dipendenti, circa 200 mila clienti, con una quota di raccolta del risparmio pari al 15 per cento sul totale regionale e del 18 per cento di impieghi. Lo hanno riferito questa mattina i vertici del Gruppo Intesa Sanpaolo, Marco Morelli, Direttore generale vicario di Intesa Sanpaolo, Luciano Nebbia, direttore regionale del Gruppo per le Regioni Umbria, Toscana, Lazio e Sardegna, che insieme alla presidente della Regione, Catiuscia Marini, ed all’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Riommi, hanno incontrato i giornalisti e, successivamente, i rappresentanti delle 11 associazioni di imprese e di categoria di tutta la regione ai quali è stato illustrato il progetto del nuovo istituto di credito regionale. “Abbiamo voluto promuove questo incontro – ha affermato la presidente Marini – affinché si potesse discutere soprattutto delle azioni da mettere in campo in questa difficilissima contingenza economica, insieme a quello che sarà il principale istituto bancario regionale che detiene la quota più grande del credito in Umbria. Di fronte alla perdurante crisi del credito abbiamo ritenuto necessario confrontarci con i vertici di banca Intesa non solo per una comune riflessione sulla nascita della nuova banca umbra, ma anche sulle preoccupazioni che oggi investono l’intero sistema economico regionale”. Una situazione che impone nell’immediato futuro la realizzazione di politiche comuni per sostenere importantissime iniziative che stimolino e favoriscano crescita e sviluppo: “occorre che sistema del credito, istituzioni e associazioni di categoria delle imprese – ha aggiunto la presidente Marini – agiscano insieme ad esempio su una serie di interventi relativi alle infrastrutture, alla realizzazione del polo chimico a Terni, e in particolar modo, in direzione dell’innovazione e della ricerca, i fattori che possono effettivamente aiutare l’Umbria ed il suo sistema economico ad elevare il suo grado di competitività e contrastare così la recessione e la crisi economica”.
Di “momento storico e molto importante” ha parlato Marco Morelli: “entro maggio avremo in Umbria – ha detto - una grande banca che coniugherà la sua potenzialità di moderno ed internazionale istituto di credito, con la sua presenza diffusa e radicata nel territorio. Queste due caratteristiche ci consentiranno di essere molto più vicini alle imprese ed alle famiglie, in un momento molto delicato e difficile affinché possano riprendere i consumi e quindi lo sviluppo”. “E’ un momento complicato per tutti – ha affermato ancora Morelli – e ci troviamo di fronte ad una fase recessiva dell’economia nazionale e quindi anche regionale. Se bisogna fare qualcosa, occorre che la si faccia insieme. Non crediamo, infatti, che sia utile una contrapposizione tra mondo del credito e delle imprese. Al contrario il nostro obiettivo principale è quello di gestire al meglio il risparmio che ci viene affidato, e offrire il credito a chi è in grado di restituirlo. Se non facessimo questo faremmo un pessimo servizio a tutti”. “L’Umbria è terra di grandi eccellenze - ha detto il direttore regionale Nebbia - e con una economia vivace, fatta di moltissime piccole imprese. Una realtà che può crescere e noi intendiamo sostenere e favorire quella parte dell’Umbria che vuol crescere. Avere una unica grande banca servirà a proporre alle famiglie, alle imprese, ai professionisti, un’ offerta molto più efficiente, sia in termini di costi che di velocità e funzionalità. Ciò senza rinunciare alla vocazione territoriale che, al contrario, intendiamo rafforzare perché vogliamo essere più vicini al territorio, favorendo un processo di crescita delle imprese e agevolando magari la fusione di quelle più piccole che, da sole, non ce la farebbero. Questo in particolar modo per favorire maggiori investimento in ricerca ed innovazione e - ha concluso Nebbia - verso una maggiore capacità di presenza sui mercati esteri, aumentando il processo di internazionalizzazione del sistema imprenditoriale umbro”.
27/4/2012 ore 0:19
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