21/11/2019 ore 17:14
Fondo di solidarietà: firmato un protocollo tra Regione, Ceu ed Anci, 100mila euro il contributo regionale
“Abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno finanziario a sostegno del Fondo di solidarietà della Conferenza episcopale umbra perché così possiamo realizzare interventi di aiuto e sostegno verso quelle famiglie che per ragioni diverse sarebbero difficilmente raggiungibili dalla rete pubblica dei servizi sociali”. E’ quanto affermato dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in occasione della firma del protocollo d’intesa tra Regione, Anci e Ceu con il quale si stanziano 100mila euro a favore del Fondo. Il protocollo è stato sottoscritto oltre che dalla Presidente Marini, dal presidente della Ceu, monsignor Vincenzo Paglia, dal presidente dell’Anci, Wladimiro Boccali, presenti anche l’assessore regionale alle politiche sociali, Carla Casciari, ed il sindaco di Massa Martana, Maria Pia Bruscolotti, che per l’Anci segue il settore del welfare. La presidente Marini ha tenuto a sottolineare come l’attività del Fondo, e la partecipazione finanziaria della Regione, svolga una funzione “integrativa” delle politiche a favore della famiglia che la regione sta mettendo in atto, grazie alla nuova legge regionale: “La nostra adesione al Fondo – ha detto la presidente - è ispirata al principio della sussidiarietà e vuole favorire l’attività della Ceu che attraverso le strutture della Caritas è in grado di offrire aiuto e sostegno diretto ed immediato a quelle famiglie ad alto rischio di marginalità e povertà”. “Vorrei aggiungere che la Giunta regionale avverte fino in fondo la responsabilità di mantenere inalterato il livello delle risorse finanziare da destinare alle politiche sociali, pur in presenza di un drastico taglio dei trasferimenti statali”. “Questo è un esempio di sussidiarietà praticata e non parlata – ha detto il presidente dell’Anci Boccali – che realizza aiuto ed interventi concreti e riesce a raggiungere quelle ‘zone grigie’ della popolazione, sia italiana che immigrata, che altrimenti non potrebbero contare su alcun tipo di aiuto pubblico”. Monsignor Paglia, nell’illustrare l’attività svolta nel corso dei 18 mesi di vita del Fondo, ha tenuto a sottolineare come la drammaticità della condizione di moltissime famiglie ha imposto il rinnovo di una iniziativa di solidarietà che vede coinvolte tutte le parrocchie della regione: “Ciò che ci preoccupa maggiormente – ha detto monsignor Paglia – è il continuo aumento del numero di persone e famiglie che scivolano verso la povertà. Inoltre, per tantissimi lavoratori della nostra regione si sta anche esaurendo il beneficio della cassa integrazione e di altri ammortizzatori sociali per cui il sostegno del Fondo diviene l’unico ed ultimo strumento in grado di offrire un po’ di solidarietà che in taluni casi è fondamentale per la stessa sopravvivenza”.
Con la sottoscrizione del protocollo d’intesa, la Regione Umbria si impegna a contribuire alla raccolta attivata dalla Conferenza Episcopale Umbra (Ceu) per il Fondo di solidarietà a favore delle famiglie in difficoltà economica, destinando a questo scopo 100mila euro. L’Anci sosterrà l’impiego delle risorse in modo che ci sia una armonizzazione con gli interventi e servizi che i Comuni dell’Umbria prestano a favore delle famiglie vulnerabili e le famiglie che necessitano di aiuti a causa della difficile situazione economica e lavorativa, attraverso lo scambio di informazioni. La Chiesa umbra ha rilanciato la raccolta per il Fondo di solidarietà, attivato nel 2009 e con costi di gestione pressoché zero, con l’obiettivo di portare da sei a dodici mesi l’aiuto alle famiglie, rivolgendo un appello a tutti: cittadini, sacerdoti, religiosi, imprenditori, politici, professionisti, rappresentanti delle associazioni cattoliche e non, di categoria e del mondo bancario, produttivo ed istituzionale. Finora sono stati raccolti oltre 1 milione e 900 mila euro (1.902.571,03), e sono state aiutate più di mille famiglie in difficoltà per un importo complessivo impegnato (al 31 dicembre 2011) di circa 1 milione e 835mila euro. Dei 1008 nuclei familiari aiutati, il 51 per cento ha la cittadinanza italiana; sono così ripartiti per ciascuna delle otto Diocesi dell’Umbria: 89 Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino; 110 Città di Castello; 89 Foligno; 40 Gubbio; 93 Orvieto-Todi; 310 Perugia - Città della Pieve; 109 Spoleto-Norcia; 168 Terni-Narni-Amelia. Nel protocollo d’intesa, si sottolinea che “la crisi economica-occupazionale ha fatto emergere anche in Umbria una nuova stratificazione della vulnerabilità sociale” che ha portato la Regione a mettere in atto nuove misure di sostegno e servizi a favore delle famiglie a forte disagio economico e sociale, già interessate dagli interventi assistenziali forniti dai Servizi sociali dei Comuni, e di quelle a rischio di impoverimento, posti come priorità nel Piano sociale regionale e nei successivi atti attuativi. In particolare, si ricorda che nel 2011 la Regione ha dato attuazione all’intervento previsto per le famiglie vulnerabili dalla legge regionale n. 13/2010 “Disciplina dei servizi e degli interventi a favore della famiglia” destinandovi 1 milione e mezzo di euro, trasferito ai Comuni capofila delle Zone sociali. Nel 2011, con risorse proprie e del Fondo nazionale per le famiglie, la Regione ha attuato una serie di azioni mirate all’abbattimento dei costi di servizi per le famiglie con figli numerosi, la riorganizzazione dei consultori familiari, la qualificazione del lavoro delle assistenti familiari, interventi per favorire la permanenza o il ritorno in famiglia di persone parzialmente o totalmente non autosufficienti.




13/1/2012 ore 12:37
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