10/12/2019 ore 09:31
Spoleto: il giudice condanna a 7 anni e 6 mesi il titolare della Umbria Olii, i commenti degli esponenti politici regionali
L'amministratore delegato della Umbria Olii, Giorgio Del Papa è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione e al risarcimento dei familiari delle vittime. Nel rogo presso lo stabilimento di Campello sul Clitunno, avvenuto cinque anni fa, persero la vita quattro giovani dipendenti di una ditta esterna. Del Papa dovrà risarcire i familiari delle quattro vittime con provvisionali di centinaia di migliaia di euro, mentre dovrà risarcire per circa un milione di euro il Ministero dell'Ambiente che si era costituito parte civile per il disastro ambientale che era seguito all'incidente. Nel rogo bruciarono circa 500mila litri di olio. "Si tratta - ha detto l'assessore regionale Stefano Vinti - di una sentenza ispirata a giustizia, che individua le responsabilità e stabilisce i provvedimenti conseguenti: cosa che non sempre accade nel campo dei processi per incidenti sul lavoro". L'assessore alle Opere Pubbliche e alla Sicurezza sul Lavoro, aggiunge poi che "il verdetto dei giudici costituisce un riconoscimento alla memoria dei lavoratori che furono vittime del drammatico incidente e un seppur parziale risarcimento ai loro parenti. Ci auguriamo che la sentenza di oggi possa costituire un precedente e uno stimolo sia a far completamente luce e individuare le responsabilità in vicende del genere in futuro, sia ad assumere, in ogni luogo di lavoro, le misure necessarie a garantire l’incolumità e la salute degli occupati". "Ritengo - ha detto Damiano Stufara, consigliere regionale del Prc , la pena leggera rispetto a quanto accaduto, ma la considero egualmente un segnale chiaro rispetto ai moderni padroni, che in nome del profitto si sentono titolari del diritto di vita e di morte dei propri dipendenti”. "In un Paese dove molte aziende non rispettano le norme sulla sicurezza - ha aggiunto Stufara -, dove tra morti bianche e incidenti gravi sembra di assistere ad un bollettino di guerra, questa sentenza, come quella per il rogo della Thyssen krupp di Torino, pone un punto fermo nella distinzione tra gli operai vittime degli incidenti sul lavoro e la dirigenza aziendale responsabile dell'applicazione delle norme sulla sicurezza”. Per Stufara “non possiamo assistere ogni volta allo squallido tentativo di far cadere le responsabilità sugli operai arrivando a punte di cinismo intollerabile. Il Gruppo regionale di Rifondazione comunista è impegnato da sempre nella predisposizione di norme più stringenti per la sicurezza nei luoghi di lavoro e nella vigilanza sulla loro applicazione. Ci sentiamo vicini al dolore dei familiari delle vittime e vigileremo, per quanto di nostra competenza, affinché la sentenza venga applicata”.
Sulla sentenza interviene anche Paolo Brutti, consigliere regionale dell'Italia dei Valori. “La sentenza Umbria Olii - ha detto Brutti - ribadisce il nuovo corso della giustizia italiana in merito agli incidenti sul lavoro. Una strada che non deve essere abbandonata”. “Si tratta di una condanna pesante - sostiene Brutti - che, al pari della sentenza Thyssen, riconosce le colpe di chi espone i propri dipendenti a rischi mortali. Quelle che un tempo erano definite fatalità o inevitabili incidenti, oggi sono giustamente definite gravissime inadempienze”.
13/12/2011 ore 19:05
Torna su