20/07/2019 ore 07:32
In carcere per triplice omicidio era evaso un anno e mezzo fa da Sabbione ma è stato ritrovato ed arrestato a Tirana
Era evaso dal carcere di Vocabolo Sabbione il 15 agosto del 2010, ma è stato rintracciato ed arrestato a Tirana in Albania dove si era rifugiato dopo la fuga dall'Italia. Si tratta di un 45enne albanese che era finito in carcere a Terni per una brutta storia accaduta il 5 febbraio del 2000. Quel giorno l'uomo era stato tratto in arresto in un paese della provincia toscana in quanto ritenuto responsabile della morte di tre ragazze decedute in uno scontro frontale con una Jeep da lui condotta. Le indagini avevano permesso di appurare che l'uomo, nel tentativo di speronare l'auto di un suo connazionale, aveva invaso la corsia di marcia opposta ed era andato a scontrarsi frontalmente con la macchina delle tre giovani, tutte morte sul colpo. Il giudice aveva condannato l'albanese alla pena di 20 anni di reclusione per omicidio colposo plurimo e le porte del carcere per l'individuo si sarebbero aperte solo il 18 dicembre del 2015. Il suo trasferimento al carcere di Terni era coinciso con la concessione di permessi premio, ed è stato nel corso di uno di questi permessi che il 45enne non è rientrato nel penitenziario, dandosi alla fuga e rimanendo latitante fino a due giorni fa, quando, a conclusione di una lunga e complessa indagine diretta dal Pm della Procura della Repubblica di Terni, Elisabetta Massini ed eseguita, con una puntuale ed incisiva attività investigativa, dal personale del reparto di Polizia Penitenziaria di Terni, è stato tratto in arresto dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Interpol Roma, in collaborazione con la Polizia albanese. Le indagini erano state avviate il giorno stesso della fuga dell'extracomunitario, anche attraverso numerossime attività tecniche e di controllo del territorio, sotto il coordinamento del Nucleo Investigativo Centrale (N.I.C.) della stessa Polizia Penitenziaria che ha pianificato tutte le attività di polizia giudiziaria finalizzate alla ricerca e alla localizzazione del latitante. Prezioso è stato in questo senso il contributo fornito dai referenti di polizia giudiziaria della Polizia Penitenziaria dei Provveditorati dell’amministrazione penitenziaria di Bari, Firenze, Torino e dell’Istituto di Treviso. Sin dall’inizio delle attività di ricerca, si era ipotizzato che il latitatnte fossse fuggito dall’Italia e la conferma gli invetsigatori l'hanno avuta nei primi giorni del mese di aprile quando è stato possibile accertare la sua presenza in un paese europeo aderente al Trattato di Schengen. Da quì la richiesta, positivamente accolta dal Procuratore della Repubblica di Lucca il quale emetteva un mandato di arresto europeo per la cattura del latitante in area “Schengen”. Nel mese di maggio 2011 il ricercato ha fatto rientro nella capitale albanese e quindi, rendendosi necessaria l’estensione delle ricerche in ambito internazionale, la Procura Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Firenze ha formulato richiesta al Ministro della Giustizia per la ricerca e la cattura del latitante in territorio albanese. Di assoluta rilevanza sono stati gli elementi forniti agli organismi internazionali di polizia da parte del reparto di polizia penitenziaria di Terni, consistenti nella localizzazione del latitante nonché delle procedure dallo stesso attivate per giungere ad un variazione anagrafica del cognome, che hanno consentito di catturarlo e di condurlo nella località di Kamez, in Albania e successivamente in uno degli istituti della repubblica Albanese in attesa dell’effettiva estradizione in Italia. Contestualmente, il Procuratore Capo della Repubblica di Lucca ha emesso un provvedimento con il quale ha richiesto agli organi competenti di consegnare l’estradando al personale del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria, con tempi e modalità che sono in via di definizione.
30/11/2011 ore 18:20
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