15/11/2019 ore 04:33
Terni: ondata di avvisi per pubblicità "abusiva" fatta all'interno dei negozi, protesta la Confcommercio
Una sorta di caccia all'insegna ... pubblicitaria. Che sta provocando forti proteste da parte di decine di commercianti ternani, i quali si sono visti recapitare bollette da centinia di euro, a fronte di pagamenti dovuti per imposte pubblicitarie che loro non immaginavano nemmeno lontanamente di dover pagare. Ad inviargliele è stata la ditta che ha in appalto la concessione pubblicitaria per tutto il territorio comunale di Terni. La stessa, stando a quanto riferisce la Confcommercio, avrebbe fatto un giro a tappeto in tutta la città, documentando, attraverso una sorta di reportage fotografico, tutte quelle "irregolarità" riscontrate sulle vetrine dei negozi. "In pratica - dicono dalla Confcommercio ternana -, anche un semplice cartello pubblicitario, presente all'interno dell'esercizio ma visibile dall'esterno è stato 'multato', con bollette che, per fare un esempio, dai 180 euro presunti sono salite a 580 euro, con tasse ed altri ammennicoli. E’ davvero paradossale dover constatare che la maggiore preoccupazione oggi a Terni delle imprese commerciali debba essere quella relativa alle pratiche di accertamento e riscossione delle imposte comunali adottate dalla ditta concessionaria. Nei giorni scorsi - spiegano ancora dalla Confcommercio - c'è stata una vera e propria ondata di avvisi di accertamento per violazioni relative all’imposta sulla pubblicità, che ci lascia letteralmente perplessi. Non ci pronunciamo sui presupposti normativi delle violazioni riscontrate, la cui sussistenza sarà verificata ed eventualmente contestata dagli aventi diritto nelle sedi appropriate, ci sembra comunque inusuale che si evidenzi un quadro di generalizzata violazione, che negli anni precedenti non era stata riscontrata. L’impresa per poter competere e affrontare momenti di crisi come questo ha bisogno di certezze, prima fra tutti la certezza nella previsione dei costi e degli investimenti; non si può non evidenziare che l’imposta sulla pubblicità al di là della normativa, ha una applicazione pratica molto difforme da comune a comune, inoltre ha sviluppato nel tempo un rilevante contenzioso, proprio perché la comunicazione pubblicitaria è molto varia e difficile da classificare senza cadere in arbitri e/o interpretazioni capziose e insussistenti. Proprio per questi evidenti motivi ci sembra che il campo dell’imposizione sulla pubblicità, al fine di evitare inutili polemiche, necessiti di buonsenso e pacatezza: fare della imposizione sulla pubblicità un 'cavallo di battaglia' delle entrate comunali non ci sembra utile a nessuno. Noi crediamo - conclude la nota di Confcommercio -, che le imprese a Terni dovrebbero poter guardare con fiducia al Comune e attendersi iniziative di rilancio dell’economia in favore dei cittadini, invece sono costrette a temere che una applicazione esasperata delle norme vigenti possa riscontrare forme di pubblicità da sanzionare nella foggia delle maniglie o degli zerbini degli esercizi commerciali. Riteniamo altresì che, nel pieno rispetto delle leggi, siano possibili pratiche di controllo e accertamento maggiormente ispirate alla collaborazione: le imprese, mai come oggi, chiedono solo di poter fare il proprio lavoro in favore dei clienti".
3/11/2011 ore 0:49
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