20/01/2020 ore 21:25
I carabinieri arrestano un'intera famiglia ternana che sfruttava alcune prostitute
Un'intera famiglia ternana, residente tra Collescipoli e Ferentillo, è stata arrestata dai carabinieri con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione. L'operazione dei carabinieri di Collescipoli, Ferentillo e quelli della Compagnia di Terni, è avvenuta nel corso della notte. I militari hanno tratto in arresto, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Terni, 6 persone tra i 22 ed i 44 anni, tutti incensurati. L’operazione è partita nel 2010 grazie a fonti confidenziali che avevano riferito ai carabinieri di situazioni di sfruttamento ai danni di alcune prostitute, soprattutto straniere, che lavoravano sia di giorno che di notte nella zona di Maratta, nei pressi di Todi ed alla periferia di Viterbo. L’attività investigativa è proseguita con servizi di pedinamento e acquisizione di informazioni da parte dei militari, utilizzando altri confidenti o le banche dati a disposizione. In seguito è stato ricostruito un quadro indiziario che ha permesso di chiedere ed ottenere dalla Magistratura dei decreti di intercettazione telefonica ed ambientale a carico degli indagati. Da questa attività tecnica è emersa l’esistenza di una vera e propria associazione dedita allo sfruttamento della prostituzione, costituita da un capo (41enne), il quale avvalendosi di alcuni suoi famigliari, gestiva numerose prostitute non solo nella provincia di Terni, ma anche in quelle di Perugia e Viterbo. Le donne venivano prima adescate dagli uomini della "banda", che magari si fingevano clienti, poi una volta accertato che non avevano "protettori", le stesse venivano fatte oggetto di minacce e in alcuni case di violenze, in modo tale da essere costrette a porsi sotto la protezione di questi sfruttatori, che in seguito le controllavano costantemente e al termine di ogni giornata di lavoro, si facevano consegnare una consistente parte dei loro guadagni. Nel periodo di indagine i carabinieri hanno accertato che gli arrestati si accontentavano di "provvigioni" piuttosto basse: circa il 20% di quanto incassato dalle lucciole; un "reddito" tuttavia sufficiente a mantenere un'intera famiglia, dove in effetti nessuno di tanti esercitava alcuna attività lavorativa e dove le uniche "entrate" erano rappresentate, per l'appunto, dal denaro che si facevano consegnare dalle prostitute. Alla luce di questi elementi, il Gip presso il Tribunale di Terni, Pierluigi Panariello, a seguito della richiesta del magistrato che ha diretto le indagini, il sostituto Elisabetta Massini, ha emesso un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti di: un 41enne, costitutore e coordinatore dell’associazione; un 25enne, collaboratore diretto del primo e sfruttatore di alcune prostitute; un 27enne ed un 22enne, collaboratori del primo. La stessa ordinanza ha disposto gli arresti domiciliarti per la moglie 41enne del "capo" e collaboratrice dello stesso, nonché nei confronti di una ragazza di 25 anni, compagna dell'altro 25enne. E’ stato invece disposto nei confronti di una prostituta di 44 anni, utilizzata per reclutare altre prostitute, il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel corso delle perquisizioni operate durante l’esecuzione delle ordinanze sono stati rinvenuti e sequestrati circa 5.000 euro in contanti, provento delle illecite attività, nonché soldi falsi, nello specifico 6 banconote da 50 euro. Gli arrestati sono stati condotti presso il carcere di vocabolo Sabbione ove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre le due donne sono state ricondotte a casa dove rimarranno in regime di arresti domiciliari.
(Foto di repertorio, presa dalla Rete)
11/10/2011 ore 12:05
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