24/01/2020 ore 04:26
Sanità: l'Italia dei Valori propone la riduzione da quattro a due delle Asl e delle aziende ospedaliere
“Non faremo mancare il nostro apporto alla Giunta nell’intenzione di dimezzare le Asl da 4 a 2 o nel costituire un’unica Azienda ospedaliera strettamente integrata con l’Università. Purché non ci siano trucchi coi quali riformare delle sottoaziende o nuovi enti intermedi che ripropongano duplicati di quelli che si vogliono abolire, come gli Ati o le Comunità montane. I segnali che ci arrivano sono tuttavia contrastanti. All’indomani della raccolta di firme su legge elettorale e abolizione delle Province, un documento di Giunta inviato in Commissione va ad attribuire ancora nuove competenze alle Province di Perugia e di Terni, mentre il quadro politico nazionale converge verso l’abolizione di questi enti. Per l’Italia dei Valori – hanno detto il capogruppo Oliviero Dottorini e il segretario regionale Paolo Brutti - il riassetto istituzionale dell’Umbria va impostato su due soli livelli: i Comuni, che devono fare economia di scala e riunirsi per i progetti più impegnativi, e la Regione, che deve riprendersi le deleghe affidate alle Province”. I consiglieri dell’Idv sono pronti a discuterne con le altre forze di maggioranza, ma avanzano più di una perplessità sulla effettiva consistenza di un processo di “dimagrimento” che, secondo loro, deve andare a toccare tanti settori della Pubblica amministrazione: le Agenzie regionali devono essere ricondotte all’interno degli assessorati, gli Ati dell’acqua e dei rifiuti (soppressi dalla legge “42/2010”, ndr) vanno riportati all’interno della Regione (che gestirà nella fase transitoria i quattro contratti di servizio in essere). I compensi dei dirigenti, oggi allineati se non superiori a quelli dei manager privati, devono essere ridotti. Vanno eliminate le consulenze che sostituiscono professionalità interne all’Ente e il peso delle direzioni in Regione va ridimensionato eliminando le consulenze ai dirigenti andati in pensione. Un capitolo a parte, nel documento presentato dall’IdV, è dedicato al sistema sanitario regionale: bene le due Asl (per Dottorini anche una sola, ma senza ‘sotto Asl’ a garanzia dei territori) con grandi ospedali ad alta specializzazione. No alla iper-ospedalizzazione. “Oggi abbiamo tanta lungodegenza e riabilitazioni, il 76 per cento delle attività si svolge per interventi di livello medio-basso – ha detto Brutti -. Dove c’è un grande chirurgo si fa la toracica, se sta a Terni si va a Terni, non deve necessariamente esserci anche a Perugia. Serve una maggiore cura delle specializzazioni, senza duplicati. E un unico rapporto con l’Università”. “L’Umbria – ha detto Brutti – ha un apparato istituzionale e amministrativo pletorico, con 800mila abitanti ma il numero di enti pubblici pari a quello di un Cantone svizzero. Una volta la chiamavamo ‘democrazia partecipata’, ma ha prodotto un circuito dove pochi mantengono una vicinanza interessata con i centri di potere”. “Un momento di crisi economica come quello attuale – ha detto Dottorini – può essere proficuo per sviluppare politiche di contenimento delle spese e di riduzione degli apparati istituzionali. E’ un’occasione per un cambiamento vero. Se la presidente Marini dimostrerà di seguire questa direzione, noi ci saremo”.
17/10/2011 ore 0:25
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