17/11/2019 ore 00:55
Sanità: in Umbria si diffonde sempre di più il diabete, lanciato l'allarme in Regione
Nei prossimi anni anche in Umbria il diabete diventerà una vera emergenza sociale, con evidenti ricadute sanitarie e maggiori costi economici. Solo una massiccia prevenzione, da affidare prevalentemente al volontariato, potrà invertire o rallentare il diffondersi della malattia. Essa è subdola, poco nota, legata a stili di vita sbagliati, come sovrappeso e scarsità di esercizio fisico, e si sta diffondendo fra i giovani, soprattutto in età evolutiva. Con questo esplicito grido d'allarme, portato alla attenzione della terza Commissione consiliare di Palazzo Cesaroni, presieduta da Massimo Buconi, il Coordinamento 'Umbria diabetici' che da gennaio 2011 raggruppa nove associazioni di pazienti, ha posto il problema di arrivare, in modo unitaria e bipartisan, alla approvazione di una “legge quadro regionale”, che impegni nella prevenzione del diabete le stesse associazioni dei pazienti. Illustrando finalità e scopi della legge, Simone Castrucci presidente del coordinamento e Andrea Bartolini vice presidente, hanno detto che in Umbria non esiste una normativa organica come in altre Regioni e che la loro proposta si basa su tre pilastri: assicurare in tutto il territorio regionale uniformità di trattamento patologico, perché oggi non è così e si registrano difformità evidenti; creare un sistema integrato di prevenzione e cura, in quanto il diabete colpisce tutte le parti del corpo umano, fino alla necessità di dover procedere ad amputazioni che generano costi economici e sociali altissimi; impegnare in attività di informazione e sensibilizzazione le associazioni volontarie nelle quali operano direttamente pazienti che convivono e ben conoscono la malattia e i suoi segni premonitori”. Sulle risorse necessarie a finanziare la legge, i membri del coordinamento hanno fatto notare come negli effetti preventivi della stessa legge ci sono i presupposti per un contenimento dei costi, oggi generati dall'incontrollato diffondersi della malattia. Solo per l'incidenza delle future amputazioni derivanti da un diabete non tenuto sotto controllo, (da quelle minime delle falangi fino al ginocchio), la Commissione europea - è stato ricordato - fa previsioni molto gravose. Tutto questo mentre si abbassa sempre più la soglia di età con amputati a soli 45 anni. La prevenzione, hanno detto Castrucci e Bartolini, deve rivolgersi in due direzioni: nei confronti della intera popolazione per far cambiare stili di vita ed alimentari, in particolare fra i giovani; ma anche verso i diabetici conclamati, “perché un buon controllo della glicemia e un o screening periodici possono scongiurare l'insorgenza di complicanze nel 90 per cento dei casi”. A fronte della rilevanza dei temi sollevati nel corso della audizione, il presidente Massimo Buconi nel ringraziare ai suoi ospiti ha assicurato loro il massimo impegno a prendere in attenta considerazione i problemi posti, preventivando prossime sedute della terza Commissione dedicate specificamente alla proposta di legge illustrata.
20/10/2011 ore 7:30
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