25/01/2020 ore 16:13
Consiglio straordinario Provincia e Comune di Terni, approvato un ordine del giorno unitario per il mantenimento dell’ente
I Consigli provinciale e comunale di Terni riuniti a Palazzo Bazzani in seduta comune straordinaria hanno approvato un ordine del giorno. Con il documento chiedono ai parlamentari eletti nella circoscrizione umbra di lavorare in sede di dibattito parlamentare per stralciare gli articoli 15 e 16 del decreto 138. Così facendo si vuole evitare che l’Umbria sia l’unico caso in Italia in cui, nonostante la coerenza ai parametri imposti nel provvedimento, viene soppressa una delle due province con grave danno alla tenuta del sistema amministrativo locale e regionale. Nell'atto viene anche chiesto al Parlamento di ricondurre ad una sede appropriata, quale quella del codice delle autonomie o di una commissione speciale per le riforme costituzionali, la discussione sul dimensionamento,sulle competenze o sulla sopravvivenza stessa delle Province. Un processo che si ritiene debba essere necessariamente breve per le legittime esigenze di finanza pubblica ma anche pienamente coinvolgente delle Regioni e dei territori in coerenza ad un rinnovato articolo 133 della Costituzione; alla classe dirigente umbra, di lavorare insieme e in tempi serrati con il coinvolgimento dei territori, dei cittadini, di tutti i soggetti sociali e associativi dell’Umbria. Un lavoro che deve portare ad una nuova Regione, più forte nel confronto esterno e più equilibrata in termini di poteri e decisioni al suo interno. Un processo che deve incardinare senza equivoci, attraverso una organica riforma endoregionale, sui livelli elettivi la generalità delle competenze e delle funzioni amministrative. Una riforma a cui giungere in tempi rapidi, con lo scopo di perseguire consistenti obiettivi di finanza pubblica, di razionalizzazione e semplificazione burocratica, rafforzando la funzione legislativa e di programmazione regionale e il superamento di tutti quegli enti di livello intermedio noti come doppioni rispetto a quelli elettivi; all’Anci, all’Upi, alla Regione e al Consiglio regionale, di lavorare di concerto per individuare, in coerenza alla riforma endoregionale auspicata dimensioni adeguate nell’esercizio delle funzioni amministrative degli Enti Locali che per ragioni storiche, strutturali e dimensionali non consentono attualmente di raggiungerle a scapito dell’efficacia amministrativa e in prospettiva della forza stessa dell’idea di Umbria; al sindaco di Terni e al presidente della Provincia di impegnarsi in tutte le sedi per il raggiungimento degli obiettivi sovracitati. La presidente della Regione Catiuscia Marini ha giudicato positivamente l’iniziativa istituzionale di oggi e quelle dei giorni scorsi ponendo l’accento sulla manovra del governo che finisce per ripercuotersi soprattutto su Regioni e pubblica amministrazione locale a causa dei forti tagli che limitano investimenti e programmazione con effetti negativi sull’economia locale. “Oggi è un primo passo verso la fase costituente dell’Umbria – ha detto la Marini - rischiavamo di rappresentare un caso di anomalia istituzionale per la coincidenza che ci sarebbe stata tra la Regione e l’unica Provincia. Noi invece vogliamo aprire un confronto con il governo centrale perché abbiamo le carte in regola per farlo”, ha detto, annunciando che a inizio settembre andrà in Consiglio regionale la proposta di riforma e semplificazione istituzionale dell’Umbria. Abbiamo una serie di sfide importanti davanti a noi che vanno affrontate con serietà e responsabilità tenendo conto della dignità e del rango dei territori”. I due Consigli giudicano infine “positivo il rinnovato spirito costituzionale emerso in queste ore a livello parlamentare con il quale si individua una commissione ad hoc quale sede appropriata in cui ridiscutere la massa critica minima per l’esercizio delle funzioni amministrative degli enti locali”. Ritengono inoltre che “per l’Umbria sia necessario che tutte le competenze e funzioni amministrative generali siano trasferite ai Comuni e quelle di area vasta alle Province. Province che, come enti intermedi, devono veder ricomprese tutte quelle funzioni gestionali riconducibili ad una dimensione non adeguata al livello comunale con il conseguente superamento di tutti gli enti non soggetti al controllo elettivo diretto dei cittadini”. I due Consigli sono inoltre convinti che “sia necessaria l’apertura di un confronto serrato a livello regionale, con il coinvolgimento fattivo di tutti i soggetti economici e sociali oltre che istituzionali, che approdi ad un organica riforma del sistema umbro. Una riforma che risolva a monte l’anomalia di due enti intermedi che per troppa differenza dimensionale hanno incontrato da parte della Regione scarsa disponibilità al trasferimento di funzioni e competenze amministrative, ancora impropriamente in capo alle strutture regionali. L’occasione della discussione intorno al decreto 138 diventa allora utile all’Umbria per discutere sul dimensionamento delle due province se, come si coglie, c’è davvero l’interesse a salvare l’idea stessa della nostra regione”. Alla seduta, oltre al presidente della Provincia Feliciano Polli e il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo, hanno partecipato i parlamentari umbri (Spadoni Urbani, Agostini, Sereni, Bocci, Asciutti, Benedetti Valentini, Ghirlanda, Speciale, Rossi, Laffranco, Trappolino, Fioroni, Verini), la presidente della Regione Catiuscia Marini, l’assessore regionale Gianluca Rossi, i consiglieri regionali Brega, presidente del Consiglio regionale, De Sio, Stufara, Buconi e Nevi, i sindaci dei Comuni del territorio provinciale, i presidenti delle categorie economiche e i rappresentanti sindacali.
29/8/2011 ore 20:08
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