25/01/2020 ore 14:17
Abolizione province: l'assessore regionale Vinti affida a deputati e senatori eletti in Umbria le speranze di salvare Terni
L'importante è crederci. E Vinti, a quanto pare, ci crede. Secondo l’assessore regionale, infatti, deputati e senatori eletti nei collegi umbri dovranno farsi sentire in Senato ed in Parlamento; dovranno protestare e dire che a loro non sta bene che nell'elenco delle province prossime ad essere cancellate ci sia anche Terni. Questo intervento, secondo l'assessore regionale, potrebbe bastare a scongiurare il pericolo di veder sparire Terni dalla cartina geografica, come seconda provincia dell'Umbria. Vinti si dimentica che da quando la notizia della soppressione di un discreto numero di capoluoghi di provincia è stata data, l'interesse degli uomini politici, a cominciare dai "nostri" consiglieri regionali, è come se non ci fosse stato. Colpa delle vacanze? Dell'afa? Qualunque sia stata la ragione è bene non dimenticarsi che fino a questo momento grandi manifestazioni di protesta dal mondo politico ternano (ed umbro) non ci sono state. Ora che sembra essere giunto il momento di rilasciare dichiarazioni, pian pianino i politici si cominciano ad affacciare uno ad uno sulla scena. Ed in questa fase se ne sentono di tutti i colori, perchè, vivaddio, ognuno è libero di dire quello che pensa. Se, dunque, nella circostanza, Stefano Vinti è convinto che l'eventuale intervento di senatori e deputati fatto nei palazzi romani potrà essere sufficiente a far cambiare idea a chi ha scritto la manovra economica, perchè convincerlo del contrario? L'assessore regionale ha detto di condividere l’analisi e le perplessità manifestate dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, sulla manovra del Governo. Per Vinti si tratta di “una manovra fortemente iniqua, che vessa una volta di più i ceti meno abbienti, che mette sotto attacco lo stato sociale e le ultime garanzie del lavoro, senza stimoli per una ripresa economica. Una manovra che non si presenta né credibile, né efficace, come ben ci mostra l’andamento dei mercati”. Allo stesso modo l’assessore ritiene opportuno il richiamo fatto dalla presidente ai parlamentari umbri, chiamati a fare la loro parte nella delicata fase del provvedimento che oggi inizia il suo iter. “E’ necessario – sostiene Vinti – che deputati e senatori dell’Umbria si impegnino anche nel farsi portavoce della richiesta di una riforma organica dello Stato. Non si può infatti essere d’accordo con proposte che appaiono estemporanee e demagogiche e che per nulla gioverebbero ai conti pubblici. Ben venga – per l’assessore - un riordino istituzionale del Paese, basato su proposte concrete e di più ampio respiro. Ci si chiede perché il limite di 300 mila abitanti, o peggio, il criterio dei Km quadrati. Più che fondato il sospetto che il tutto sia solo a favore della salvaguardia di qualche provincia del nord”. Questa settimana la manovra del Governo arriverà all’esame delle Commissioni in Senato e l’Umbria viene colpita non solo, come già da anni, con forti tagli alla spesa pubblica, ma anche con la soppressione di una delle sue due province. “Una situazione inaccettabile contro la quale politici ed amministratori dell’Umbria hanno il dovere di reagire. E’ il momento che le forze sociali, economiche e culturali si mobilitino a difesa degli interessi generali del Paese, dell’Umbria e delle classi sociali più deboli. C’è ancora spazio – conclude Vinti - per una battaglia che cambi il segno di questa manovra che è soltanto di macelleria sociale”. Vinti, tutti gli altri assessori ed i consiglieri di Palazzo Donini, è bene che si diano da fare anche "autonomamente", senza sperare troppo nei risultati che potrebbero derivare da un intervento a Roma di senatori e deputati. Se la Regione ha degli strumenti per scongiurare la cancellazione di Terni provincia, li usi. Subito, senza ulteriori indugi, perchè di tempo, da quando il Governo ha dato notizia del decreto, sono già passati troppi giorni.
22/8/2011 ore 15:28
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