19/01/2020 ore 13:44
Arrestati due imprenditori ternani accusati di aver istigato al suicidio il 49enne che si gettò dal ponte
Istigazione al suicidio. Con questo grave capo di accusa sono finiti in carcere due uomini. Ad arrestarli alle prime ore di stamane sono stati gli agenti della squadra mobile della questura di Terni. Le manette sono scattate ai polsi di G.R., 55enne di Narni, e A.P. 53enne ternano, entrambi residenti a Terni. Le accuse, come detto, sono gravi: estorsione aggravata, evasione fiscale, ma soprattutto istigazione al suicidio del commercialista ternano Gianluca Boninsegni, che si è tolto la vita lo scorso 28 luglio gettandosi dal ponte sulla statale Tiberina, a Narni Scalo.
L’uomo aveva cercato di uccidersi già a fine marzo. All’origine di quel gesto sembra ci fossero le vessazioni subite dal poveretto ad opera dei due uomini arrestati oggi. Stando a quanto comunicato dalla questura ternana sembra che i due avevano obbligato il commercialista 49enne a redigere false contabilità per numerose società a loro riconducibili o che con le stesse intrattenevano rapporti d’affari. Per indurlo ad acconsentire alle loro richieste, i due avrebbero ripetutamente minacciato Boninsegni di interrompere i rapporti professionali con il suo studio e di far revocare gli incarichi già affidati al commercialista da altri clienti, che loro stessi gli avevano procacciato. Un danno enorme per il professionista, considerato che il giro di affari in pericolo rappresentava circa il 40% dell’intero fatturato dello studio commercialistico. In particolare, dalle indagini è emerso che i due arrestati avrebbero costretto Boninsegni a effettuare registrazioni ed emettere numerosissime fatture false per svariate società a loro riconducibili anche ai danni di altre ditte, clienti del commercialista, ma inconsapevoli dell’illegale utilizzazione della loro contabilità. Tra le varie operazioni finalizzate all’evasione dell’Iva l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e l’emissione di fatture “clone”, cioè con uguale numerazione di quelle “reali”, ma intestate a società diverse da quelle effettivamente destinatarie dei beni e servizi resi. Numerose sarebbero dunque le fatture con importi gonfiati per aumentare gli elementi passivi nel bilancio. Dopo il tentativo di suicidio del 28 marzo, i due aguzzini capiscono che potrebbe essere aperta un’indagine e cercano di correre ai ripari e in giugno costringono Boninsegni a sottoscrivere alcune deleghe retrodatate (risalenti addirittura al 2009) per la gestione dei conti correnti di alcune società, nel tentativo di legittimare tutte le operazioni finanziarie effettuate sino ad allora (e grazie alle quali avevano ricavato notevoli introiti), che altrimenti avrebbero potuto essere annullate. L’uomo, esasperato da tale situazione, non ha retto alla tensione che aumentava di giorno in giorno e il 28 luglio ha deciso di farla finita, gettandosi dal ponte a Narni Scalo. Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dal Pm Elisabetta Massini, hanno fatto luce sul clima di terrore in cui i due arrestati avevano costretto a vivere e lavorare Gianluca Boninsegni. Il Gip di Terni Maurizio Santoloci, riconoscendo l’estrema gravità della condotta posta in essere dai due e l’esigenza di evitare che le prove di quei comportamenti potessero essere alterate o fatte sparire, sulla base della segnalazione del pubblico ministero, ha subito emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per entrambi gli imprenditori coinvolti. Al momento gli agenti della Squadra Mobile ternana sono ancora impegnati con perquisizioni che interessano ben dodici tra società, imprese e studi professionali.

5/8/2011 ore 12:06
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