15/08/2020 ore 19:18
Mercato del lavoro: la Provincia mette in campo politiche concrete per rilanciare economia e occupazione
Occupazione sostanzialmente stabile, leggera crescita degli addetti nel settore dei servizi, aumento della mobilità e cassa integrazione ancora alta. Sono queste le indicazioni del Rapporto sul Mercato del Lavoro 2010 redatto dall’Ufficio Studi della Provincia di Terni. Il presidente Polli e l'assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Paparelli, hanno sottolineato il quadro di difficoltà che ancora investe complessivamente il mercato del lavoro e le imprese e che è in linea con l’andamento nazionale. “La Provincia – hanno detto i due – sta lavorando concretamente su questo settore con la messa in campo di alcuni strumenti importanti che possono contribuire ad affrontare la situazione e dare risposte a lavoratori e imprese”. Si tratta di una serie di interventi di politiche del lavoro incentrata sui prodotti di filiera (1milione e mezzo di euro) che, attraverso un bando di selezione riservato alle imprese, legano formazione breve, tirocini e assunzioni a tempo indeterminato e determinato. A fronte del bando sono stati presentati 250 progetti di assunzione che l’amministrazione sta ora valutando. Nel work in progress è già emerso, fra i progetti esaminati, che circa il 50% dei essi avrà un esito positivo (con gli strumenti precedenti la percentuale di assunzione si attestava sul 35-37% che comunque era tra le più alte d’Italia). La Provincia potrà inoltre sfruttare la disponibilità di 2,8 mln di euro sbloccati dalla Regione e finalizzati alla formazione permanente e che potranno essere indirizzati soprattutto nei settori economici individuati nel corso del convegno della Provincia del 29 giugno scorso sul rilancio del manifatturiero e dell’agroalimentare. Polli e Paparelli hanno ricordato come i prodotti studiati dalla Provincia siano in perfetta sintonia con la programmazione regionale e come essi abbiano riscosso segnalazioni positive anche in ambito nazionale. Le politiche di sostegno all’occupazione della Provincia si rivolgono anche alla componente femminile che rappresenta fra i due sessi quello più debole dal punto di vista occupazionale. Sotto questo profilo il recente rapporto attivato con il Tribunale di Terni e Orvieto ha dato la possibilità a nove donne di usufruire di tirocini formativi presso gli uffici giudiziari, mentre continuano le azioni finalizzate a colmare il gap esistente sul mercato del lavoro. Sul versante delle fasce deboli infine, la Provincia ha messo in campo una serie di strumenti informatici e telematici (sms, posta elettronica, utilizzo dei social network, applicazioni per i-phone ed ipad, prenotazioni e iscrizioni on line) per favorire l’accesso alle selezioni e alle offerte di lavoro anche da casa. “Il quadro emerso dal Rapporto sul Mercato del Lavoro – ha detto il presidente Polli - denota un leggero miglioramento, anche se le criticità permangono, soprattutto per le donne e per il ricorso alla mobilità e alla cassa integrazione. Questi ultimi elementi denotano sia una difficoltà per i lavoratori che una sofferenza del tessuto imprenditoriale. Come amministrazione provinciale abbiamo avviato azioni concrete per dare impulso alla ripresa lavorando sul manifatturiero che rappresenta un pilastro del rilancio economico, come è stato evidenziato in occasione del convegno organizzato il 29 giugno scorso. Le politiche di rilancio della Provincia di Terni si fondano sull’integrazione formazione-scuola-imprese, vengono calibrate sui dati che emergono dalle analisi serie e puntuali effettuate e fanno perno da un lato sullo strumento della formazione e dall’altro sul rapporto stretto con la Regione per contribuire a creare un sistema che possa rilanciare l’economia”. L’assessore Paparelli ha spiegato nel dettaglio le caratteristiche dei prodotti di filiera predisposti dalla Provincia. “Si tratta di strumenti che legano saldamente formazione e lavoro – ha detto – perché consentono alle aziende di formare le nuove figure professionali e di avere la possibilità poi di garantirne un futuro lavorativo. E’ una risposta concreta al problema dell’occupazione ed è uno strumento che sta riscotendo importanti consensi”. Paparelli ha parlato anche delle innovazioni introdotte al Centro per l’impiego, sottolineandone l’importanza per un nuovo rapporto con l’utenza e per l’incontro domanda-offerta. “Abbiamo puntato sulla tecnologia e sul multimediale – ha spiegato – oltre che sui social network perché una moderna struttura rivolta a chi cerca lavoro deve saper interpretare anche le nuove esigenze e le nuove opportunità. Oggi la Provincia è tra le più avanzate in materia di innovazione di strumenti e servizi all’occupazione a livello nazionale. Questo non significa che abbiamo risolto i problemi legati alla crisi e all’occupazione sui quali c’è invece ancora molto da lavorare, ma vogliamo creare sempre di più un sistema di formazione adeguato alla modernità e che sia in grado di produrre risultati concreti per i cittadini”.
I dati:
Il numero degli occupati a livello provinciale, secondo l’indagine Istat, è di circa 90.000, (53.000 maschi e 37.000 femmine). La distribuzione si ripartisce per il 3,8% in agricoltura, per il 24,6 % nell’industria e per il 71,6 % nel terziario. Diminuisce il numero di chi cerca lavoro, passando da 7.000 nel 2009 a 6.000 nel 2010 (metà maschi e metà femmine). Ciò non dipende da un miglioramento dei livelli occupazionali, che rimangono stabili, quanto piuttosto dalla diminuzione del numero di persone che ricercano il lavoro. A fronte di quanto sopra detto il tasso di disoccupazione si attesta al 5,9% (7,7% femmine e 4,5% maschi), nel 2009 era il 7%. Il numero degli avviamenti è pari a 29.921, con un incremento dell’1,7% rispetto al 2009. Cresce il ricorso alle forme contrattuali più flessibili, quali contratti a tempo determinato e di lavoro intermittente (utilizzato per lo più nel settore alberghiero e della ristorazione) in aumento rispettivamente del 2,5% e del 62,9%. Decrescono i contratti a tempo indeterminato (- 13,9%) e i contratti di apprendistato (- 6,8%).La diminuzione delle assunzioni a tempo indeterminato riguarda quasi tutti i settori produttivi, con una particolare accentuazione nei servizi alle famiglie, nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni. Nel commercio il numero di assunzioni a tempo indeterminato cresce del 23,9%. Nel 2010 le assunzioni di stranieri aumentano meno rispetto agli italiani, mentre crescono in modo significativo gli iscritti nei Centri per l’impiego. (24.662 unità, di cui il 61,5% femmine e il 38,5% maschi, + 11,7%). Anche per la mobilità si rileva un sensibile incremento (942 unità, con un aumento del 17,8% rispetto al 2009). Rimane alta anche la cassa integrazione pur se in calo dell’1,3% (2.258 lavoratori). Settori più coinvolti: servizi alle persone (cooperative sociali), metalmeccanica e tessile.
Primo trimestre 2011:
Rispetto allo stesso periodo del 2010 i rapporti di lavoro soprattutto con contratti a termine attivati dal Centro per l’impiego sono in aumento del 2,5%, specialmente nel settore manifatturiero, mentre difficoltà permangono nelle costruzioni. Scende leggermente il ricorso alla mobilità (-3%) e alla cassa integrazione ordinaria, aumenta la cassa integrazione straordinaria, cresce leggermente anche il numero degli iscritti al Centro per l’impiego da 24.662 a 24.866.
28/7/2011 ore 0:15
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