09/08/2020 ore 17:00
Rifiuti: l'Umbria è poco "riciclona", la classifica di Legambiente boccia la nostra regione
Sono solo Piegaro con il 65,5%, Tuoro sul Trasimeno con il 62,2 % e Giano dell'Umbria con il 60,5% i comuni umbri che riescono ad entrare nella classifica 2011 di Comuni Ricicloni, il dossier che ogni anno Legambiente pubblica per monitorare la buona gestione dei rifiuti nel nostro Paese. I tre piccoli Comuni umbri con la loro performance riescono a risparmiare complessivamente circa 400 kg di CO2 pro capite. Gubbio invece è il comune dell'area del centro italia che ottiene il premio speciale di Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti per i buoni risultati ottenuti nella raccolta degli imballaggi di plastica sia come dato di raccolta pro-capite che dal punto di vista della qualità del materiale conferito. Attigliano, Bettona, Deruta, Marsciano, Piaciano, Panicale e Sigilllo seppur non raggiungendo il limite del 60% di raccolta differenziata necessario per essere Comune Riciclone hanno soddisfatto l’obbligo di legge fissato per il 2010, ovvero il 50% ddella stessa. Infatti l'edizione di quest'anno di Comuni Ricicloni ha premiato i comuni che hanno raggiunto già nel 2010 la quota che, per legge, è richiesta solo dal 2011 di almeno il 60% di raccolta differenziata (era del 50% lo scorso anno). La valutazione dei Comuni è avvenuta attraverso un indice di buona gestione che ha considerato l'azione a tutto campo nel governo complessivo del settore rifiuti: produzione, riduzione, riciclo. E' il Nord Italia ad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti: Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, per la seconda volta è al primo posto della classifica di Legambiente. Le tre regioni più virtuose di Comuni Ricicloni sono il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e il Trentino Alto Adige. Le Marche sono la regione capofila dell'area centro. Tra i capoluoghi di provincia più ricicloni Pordenone, Verbania, Novara e Salerno che si conferma riciclone anche per quest’anno e in piena emergenza rifiuti in Campania, avendo ormai collaudato a fondo il sistema di raccolta porta a porta per i suoi 140mila abitanti. Invece nessuno tra i capoluoghi del centro Italia, per il terzo anno consecutivo, supera la soglia prevista. “E' evidente che in Umbria per quanto riguarda la gestione dei rifiuti – dichiara Alesandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria - rimangono ancora seri problemi, soprattutto a carico delle città più grandi, a cominciare da Perugia e Terni, sulle quali è urgente investire, ma anche Foligno e Spoleto che sono quelle più in ritardo di tutte. La strada da percorrere è evidentemente quella della diffusione delle politiche di prevenzione, dell’estensione del porta a porta, della costruzione degli impianti di riciclaggio a partire dall’organico”. “L'Umbria, grazie anche alle sue dimenzioni e il numero ridotto di abitanti potrebbe diventare un modello per l'intero paese – conclude la Paciotto – basterebbe solo individuare le priorità non solo tecniche ma anche economico finanziarie e allora ci si accorgerebbe che una gestione efficace e efficiente non ha bisogno della chiusura del ciclo con un nuovo inceneritore dedicato. Come le centrali nucleari infatti gli inceneritori sono costosi, non efficenti e certamente non fanno bene alla salute. Il nuovo inceneritore dedicato servirebbe solo a non realizzare un ciclo virtuso dei rifiuti e a far guadagnare chi lo costruisce”.
19/7/2011 ore 0:48
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