18/07/2019 ore 13:20
Emergenza caldo: la giunta regionale approva un piano che va in aiuto delle persone più esposte a disagi
Prevenire danni alla salute derivanti dalle eventuali ondate di caldo eccessivo e che si protrae per giorni. È con questa finalità che la Giunta regionale dell’Umbria ha approvato le “linee di azione e direttive per l’emergenza calore” nell’estate 2011, predisposte dalla Regione d’intesa con le Prefetture di Perugia e Terni. Nel Piano, uno strumento di cui la Regione Umbria si dota dall’estate 2003, sono definite le misure di sorveglianza e di risposta da attuare nei periodi in cui le temperature sono particolarmente elevate, uguali o superiori ai 33° C, anche in riferimento e secondo le indicazioni del “Sistema nazionale di allarme per la prevenzione dell’impatto delle ondate di calore” realizzato dal Centro di competenza nazionale del Dipartimento della Protezione civile. Sono considerati potenziali soggetti a rischio innanzitutto gli anziani con più di 65 anni, che hanno condizioni fisiche generalmente più compromesse, in particolare chi soffre di malattie cardiovascolari, ipertensione, patologie respiratorie croniche, insufficienza renale cronica, malattie neurologiche. Tra le persone maggiormente vulnerabili, inoltre, vengono inclusi i neonati e i bambini al di sotto di un anno, i malati cronici, le persone non autosufficienti, quelle che assumono farmaci o sostanze in grado di modificare la percezione del calore o la termoregolazione, gli obesi. Tutti i giorni della settimana, ad esclusione del sabato e della domenica, fino al 15 settembre, il Servizio Protezione Civile della Regione Umbria elaborerà il “Bollettino di livello attivazione calore” (pubblicato anche sul sito web del Centro funzionale decentrato della Regione, www.cfumbria.it), che trasmetterà al Servizio regionale Programmazione Socio sanitaria dell’assistenza di base e ospedaliera, a Prefetture, Province, Comuni, Asl e Distretti sanitari di base. Per la sola città di Perugia, il Bollettino è emesso dal Centro di competenza nazionale del Dipartimento di Protezione civile sulla base di un programma che prevede, in 27 città italiane, sistemi di previsione e allerta sugli effetti alla salute delle ondate di calore. Sono quattro i livelli definiti e che corrispondono a un tipo di rischio per la salute. Si va dallo 0, normale, all’1 di “attenzione”, al livello 2 di “allarme” quando sono previste temperature elevate o un’ondata di calore di almeno 48 ore nelle successive 72 ore, fino al livello 3 di “emergenza”, in cui le condizioni meteo di rischio sono previste per tre o più giorni consecutivi. Lo “stato di emergenza calore” è dichiarato con ordinanza del Presidente della Giunta regionale e fa scattare servizi per la protezione della popolazione, compresa l’eventuale accoglienza delle persone a rischio in ambienti adeguati, e misure di sorveglianza e assistenza.
6/7/2011 ore 14:43
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