19/02/2020 ore 18:42
Sicurezza stradale: Maria Rosi (Pdl) chiede strategie di prevenzione e campagne rivolte ai giovani
“La Regione deve pianificare una strategia multisettoriale per la sicurezza stradale, che prenda in considerazione le necessità di ogni Comune. L’attività di prevenzione deve essere allo stesso tempo ambiziosa e realistica con piani di azione regionali e da specifici progetti di intervento”. È questo l'auspicio del consigliere regionale del Pdl Maria Rosi, che individua alcuni “settori di intervento principali: incoraggiare gli utenti della strada ad assumere un comportamento più responsabile, migliorare le infrastrutture stradali attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Importanti anche la raccolta e l’analisi dei dati relativi alle lesioni fisiche dovute agli incidenti stradali; i centri e gli osservatori sulla mobilità e il traffico e per l’educazione stradale rivolta all’utenza, dalle scuole alle famiglie. Gli interventi di prevenzione – continua Rosi - devono avere carattere intersettoriale proprio per la natura stessa di questo tipo di incidenti. Fondamentale è fare campagne mirate ai giovani, parlare il loro linguaggio. Il mondo degli adulti deve camminare al loro fianco, coinvolgendo anche le discoteche, che devono promuovere al loro interno la cultura della guida sicura. Serve fare una rivoluzione culturale che parta dall'insegnare fin dalle scuole elementari la cultura del rispetto delle regole. E' importante invertire il record di morti nella città di Perugia. Non vogliamo anche questo primato oltre quello per morti per droga. La nostra Regione dovrà tornare ad essere conosciuta per le sue bellezze paesaggistiche non come capitale dei decessi”. In merito agli incidenti stradali Maria Rosi sottolinea che essi “rappresentano un problema di assoluta priorità per la sanità pubblica, per l’alto numero di morti e di invalidità permanenti e temporanee che causano. Agli enormi costi umani si aggiungono quindi elevati costi sociali ed economici, che rendono la questione della sicurezza stradale un argomento di enorme importanza per i sistemi socio sanitari. La grande maggioranza degli incidenti gravi e di quelli mortali sono dovuti a una serie di comportamenti scorretti, principalmente eccesso di velocità, guida distratta e pericolosa, mancato rispetto della precedenza o della distanza di sicurezza, assunzione di alcol e sostanze stupefacenti”. Il consigliere regionale spiega che “ci sono diversi fattori che possono contribuire al fenomeno degli incidenti stradali: il comportamento e lo stato psicofisico del conducente, le condizioni e la sicurezza dei mezzi di trasporto, la circolazione sulle strade e i pericoli legati al trasporto di prodotti pericolosi. Inoltre, possono incidere anche numerosi fattori umani, come aggressività, status sociale, uso inappropriato di bevande alcoliche e di farmaci, malattie, deficit della vista, uso di sostanze psicotrope, stress, affaticamento, uso di telefoni cellulari alla guida, mancato rispetto delle norme del codice della strada. Inoltre, il rischio può aumentare anche in caso di cattivo uso (o totale mancanza) dei dispositivi di sicurezza, soprattutto in ambiente urbano. Tra i fattori di rischio legati allo stato del conducente si possono classificare quattro categorie particolarmente rilevanti poiché possono alterare lo stato di attenzione e di concentrazione del guidatore: l'alcol è il fattore più rilevante nel caso di incidenti stradali gravi o mortali; l’assunzione di sostanze stupefacenti comporta un notevole aumento del rischio di incidente, specialmente se accompagnata al consumo di alcol; i farmaci possono interferire con la guida; alcune malattie, come epilessia, diabete, malattie cardiovascolari, problemi di vista, disturbi del sonno e problemi cognitivi possono aumentare il rischio di incidenti mortali”. “Per limitare gli incidenti stradali – conclude Rosi - è necessario puntare sulla prevenzione. E affinché i programmi di prevenzione possano essere efficaci è necessario innanzitutto informare tutti gli attori coinvolti, dagli operatori sanitari alle autoscuole, dalle famiglie alle scuole, per favorire la consapevolezza dei rischi derivanti da comportamenti sbagliati e per mettere a punto azioni preventive coordinate e attuabili”.
(Foto di repertorio)
13/6/2011 ore 0:19
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