17/10/2019 ore 14:30
Domestica ternana di 45 anni ruba in casa del datore di lavoro: denunciata
Era stata assunta regolarmente neanche un anno fa, come governante, da una famiglia ternana che le aveva affidato anche le cure del proprio bambino. Si fidavano completamente di lei, e anche se a volte in casa venivano a mancare degli oggetti, la coppia non ha mai voluto credere che potesse essere lei l’autrice di quelle sparizioni. Fin quando la donna non è stata sorpresa dal padrone di casa a rovistare nei cassetti dove venivano tenuti i gioielli. A quel punto l’uomo non ha potuto fare altro che chiamare la polizia, alla quale ha raccontato che le sparizioni andavano avanti già da mesi, ma solo negli ultimi giorni, insospettitosi, dato che non vi erano mai segni di effrazione sui mobili, aveva deciso di fotografare i gioielli che erano rimasti, in particolare un orologio d’oro molto costoso, sparito subito dopo. Per questo aveva deciso di controllare i movimenti della governante e quando l’ha vista cercare nervosamente qualcosa nel cassetto del comò non ha avuto più dubbi. Gli agenti hanno accompagnato la donna in questura e qui, la 45enne residente in una località della provincia, ha confessato, dichiarando spontaneamente di aver rubato i gioielli e non solo quelli, per pagare dei debiti contratti in precedenza. Non appena rubava un gioiello, andava a rivenderlo in un negozio di “Compro oro” della città per intascare subito dei contanti. In tutto era riuscita a “prelevare” ben 26 gioielli, tra bracciali, orecchini e anelli, e per ultimo l’orologio d’oro, rivenduto sabato 4 aprile per 600 euro. La commessa del negozio, sentita come testimone dagli agenti della Divisione Amministrativa della Questura, ha confermato di conoscere la signora, in quanto cliente abituale. Oltre ai gioielli, la donna ha ammesso di aver rubato anche capi di abbigliamento ed accessori che ha riconsegnato spontaneamente alla polizia. Numerosi gioielli, compreso l’orologio d’oro, sono stati recuperati perché non ancora venduti e sono state disposte ulteriori indagini per recuperare quanto invece già acquistato da ignari clienti in buona fede.



8/4/2011 ore 1:21
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