13/10/2019 ore 23:24
La Regione Umbria rafforza il suo impegno nella lotta all’abuso di bevande alcoliche
La Regione Umbria rafforza il suo impegno nella lotta all’abuso di alcol e per la prevenzione dei rischi che ne derivano per la salute. In occasione dell’Alcohol Prevention Day, che si svolge nel Mese di prevenzione alcologica, sostenuto e finanziato dal Ministero della Salute, la Direzione regionale alla Salute e Coesione sociale ha tracciato un bilancio dei cambiamenti dell’abitudine al bere in Umbria e i comportamenti dannosi. Il bilancio è stato fatto sulla base dei dati 2010 del sistema di sorveglianza “Passi” (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), attivato a livello nazionale per valutare i fattori fondamentali di rischio per la salute e la diffusione delle misure di prevenzione. Dalle 1392 interviste condotte in Umbria da operatori sanitari delle Asl su un campione rappresentativo della popolazione di età tra i 18 e 69 anni, emerge che il 60% degli intervistati dichiara di essere bevitore, ossia di aver consumato negli ultimi 30 giorni almeno un’unità di bevanda alcolica (equivalente a un bicchiere di vino da 125 ml, un bicchiere medio di birra o un bicchierino di liquore). Il consumo di alcol è più diffuso tra gli uomini, nelle fasce di età più giovani e nelle persone con maggior livello di istruzione. Se la maggior parte non beve alcol o beve moderatamente, si stima tuttavia che circa un quinto delle persone tra i 18 e i 69 anni abbia abitudini considerate a rischio per quantità o modalità di assunzione in quanto forte bevitore (8,1 per cento), o bevitore fuori pasto (7,2 per cento), o perché bevitore “binge” (9,9 per cento), ossia che consuma in una singola occasione 5 o più unità alcoliche (se uomini) e 4 o più per le donne. Una situazione analoga a quanto riscontrato dal sistema “Passi” negli anni precedenti. Il consumo di alcol a rischio è associato in maniera significativa con la giovane età (18-24 anni), il sesso maschile e l’alto livello di istruzione. Solo una piccola parte degli intervistati (12%) riferisce che un operatore sanitario si è informato sui comportamenti in relazione al consumo di alcol; il 4% tra i bevitori a rischio riferiscono di aver ricevuto dal proprio medico il consiglio di bere meno. Sempre secondo i dati 2010 del sistema di sorveglianza “Passi” relativi all’Umbria, tra i bevitori di 18-69 anni che hanno guidato l’auto o la moto negli ultimi 12 mesi, il 9% dichiara di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol, cioè dopo avere bevuto nell’ora precedente almeno due unità alcoliche. La guida sotto l’effetto dell’alcol è un comportamento riferito più spesso dagli uomini (12%) che dalle donne (2%), senza marcate differenze per età, livello di istruzione o reddito. La guida sotto l’effetto dell’alcol è un problema diffuso: circa un guidatore su dieci ha un comportamento a rischio. Il 40% degli intervistati riferisce di essere stato fermato dalle forze dell’ordine, ma i controlli con l’etilotest, strumento di provata efficacia nella riduzione della mortalità da incidente stradale, riguardano solo il 10% di coloro che sono stati fermati. Questa percentuale è più alta nelle fasce di età più giovani: si passa dal 27% dei 18-24enni al 5% dei 50-69enni. Dati e informazioni, in occasione dell’Alcohol Prevention Day, sono diffusi dalla Regione anche attraverso il portale istituzionale, all’indirizzo www.regione.umbria.it, nell’area tematica “Sanità”. Per avere un quadro aggiornato sul fenomeno dell’abuso di alcol e sui problemi alcol correlati, inoltre, la Giunta regionale ha approvato un progetto per la costruzione di un sistema regionale informativo sulle dipendenze, che comprenda anche l’area dell’alcologia.
11/4/2011 ore 0:50
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